
Sessione: INFERMIERI PEDIATRICI
Venerdì 23 marzo
Il saluto di Fiona Smith agli infermieri del XVI Congesso Ipasvi
Fiona Smith, consulente infermieristica pediatrica del Royal College of Nursing, spiega cos'è la Pediatric nursing of association of Europe di cui è coordinatrice.
Si tratta di un network a cui partecipano 32 Paesi e che, tra gli argomenti di cui si interessa c'è la futura educazione degli infermieri pediatrici per sviluppare competenze e capacità per curare i bambini, da sempre tra gli utenti più sensibili.
Inoltre, la Smith, tra gli altri argomenti che l'associazione tratterà in futuro, tiene a precisare che grande rilevanza avrà l'area di gestione della terapia farmacologica.
Le esperienze degli infermieri di area pediatrica
In questo contributo sono riunite le esperienze degli infermieri di area pediatrica che hanno risposto alle domande: "Quanti bambini passano ogni giorno per il pronto soccorso e per quale motivo"; "Quali sono le esperienze sul campo più significative" e "Quali sono le maggiori difficoltà per gli infermieri generalisti".
Dal Pronto soccorso del Policlinico Tor Vergata di Roma hanno contribuito: Alessandra Di Giacobbo, infermiera coordinatrice Uoc; Irina Kassymova e Pietro Cunti infermieri Uoc; mentre dal Pronto soccorso dell'ospedale Mauriziano di Torino: Luca Corvino e Luisa Fusco, entrambi infermieri Dea.
L'area pediatrica e, in special modo, quella afferente al settore psichiatrico, è, per tutti, un'area "delicata", dove le patologie vanno dalle convulsioni e gli stati febbrili nei lattanti ai traumi da caduta in bambini più grandi.
Senza dimenticare che, in area pediatrica, i casi di "codice rosso" sono frequenti e rispetto ai quali anche la comprovata esperienza dei professionisti infermieri viene messa a dura prova dalla particolarità dei pazienti, con cui, ovviamente, è pressoché impossibile stabilire un'interazione che faciliti la cura.
Il progetto ANTEA
Un contributo video sul progetto Antea, team di infermieri dedicati alle cure palliative per i bambini.
Non si tratta di infermieri pediatrici, ma di infermieri specializzati nell'assistenza a ragazzi ed adolescenti, in continuo aggiornamento su nuove tecniche e modalità di cura attraverso convegni e col costante confronto reciproco.
Sara Santilli, Fabio Avila e Fabio Belli raccontano la loro esperienza in Antea, dove l'approccio professionale sposa la forte componente emotiva cercando costantemente, vista la delicatezza dell'area, di evitare le insidie della sindrome da burn out.
L'assistenza al neonato
Grazie al contributo di Lucia Valeria Trombaturi e di Laura Erminio, infermiere Uo di Neonatologia all'ospedale Mauriziano di Torino, nonché a quelli di Lucia Plinio e Angela Pellegrino, infermiere Uo di Neonatologia al San Giovanni Addolorata di Roma, in questo nono contributo video, l'assistenza ai neonati viene introdotta specialmente sotto il profilo psicologico.
Visto l'approccio completamente differente rispetto a quello usuale con gli adulti, infatti, i professionisti infermieri che interagiscono con i neonati sono chiamati ad interpretare i segni del dolore, introducendo nell'assistenza anche altre modalità come ad esempio il contenimento, il tocco dolce, la saturazione sensoriale e il massaggio.
Anche in questo caso, non va trascurata la componente di anamnesi psicologica verso i genitori, partecipi del dolore dei figli, da supportare anche - e soprattutto - in caso di decesso.
L'infermiere, come spesso accade, è l'anello di congiunzione, l'"intermediario", tra le cure e le loro famiglie.
Andrea Ciani, infermiere caposala Uo di Neonatologia al San Giovanni Addolorata, indica nella formazione continua degli infermieri generalisti e nella comunicazione in reparto due punti di forza fondamentali per la crescita della professione ed il buon esito delle cure.
Relazioni congressuali (file audio e slide)




















