COSA C'E' DI NUOVO

La contenzione

In questo percorso guidato ci concentreremo sulla contenzione fisica e meccanica.

Secondo una revisione sistematica del 2007 le spondine, applicate o corredate al letto, sono strumenti di sicurezza utilizzati per ridurre il rischio di scivolare, rotolare o cadere accidentalmente dal letto. Non sono una forma di contenzione se usate per proteggere il soggetto dalla caduta accidentale dal letto, o se usate per i pazienti immobilizzati. Se invece sono usate per contrastare la volontà di un paziente di alzarsi dal letto sono da considerare una forma di contenzione. Tuttavia le spondine in genere non circondano completamente il letto cosicché non potrebbero impedire di trattenere il paziente a letto contro la sua volontà.

Alcuni studi hanno dimostrato che la contenzione può essere causa diretta di morte. Inoltre sembra vi sia una relazione diretta tra durata della contenzione e comparsa di danni indiretti in quanto i soggetti sottoposti a contenzione per più di quattro giorni hanno un’alta incidenza di infezioni ospedaliere e di lesioni da decubito. L’uso dei mezzi di contenzione deve quindi essere limitato a condizioni di emergenza (rischio di suicidio, aggressività e protezione dei sistemi salvavita).

Sitografia

Aspetti clinici ed etici

E’ il link a un articolo pubblicato sul Journal of Medical Ethics nel 2006. L’articolo è centrato sugli aspetti etici che l’operatore sanitario non dovrebbe mai dimenticare quando utilizza sistemi di contenzione. In particolare: il rispetto dell’autonomia del soggetto e il benessere dell’anziano. Prima di ricorrere alla contenzione è necessario fare una valutazione di rischi e benefici e delle possibili alternative: solo in questo modo è possibile utilizzare la contenzione con responsabilità. L’articolo è in inglese.

Aspetti legislativi

L’Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna Policlinico S. Orsola-Malpighi ha pubblicato un documento nel quale sono messi in luce gli articoli della Costituzione e del Codice penale che regolamentano l’utilizzo della contenzione fisica.

Aspetti legislativi

Il sito è centrato sugli aspetti normativi e regolatori dell’attività infermieristica. In particolare una sezione è dedicata al problema della contenzione. In questa sezione sono riportati gli articoli del codice deontologico, della costituzione e del codice penale che regolamentano l’uso della contenzione, inoltre sono presentati e commentati casi reali nei quali operatori sanitari sono stati accusati di utilizzare i mezzi di contenzione in modo inappropriato.

Best Practice

http://www.evidencebasednursing.it/traduzioniJB/6%284%29contenzione2.pdf
E’ la traduzione italiana, a cura di infermieri dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna Policlinico S. Orsola-Malpighi, dei due Best Practice, centrati sulla contenzione, del Joanna Briggs Institute Canadese (centro di ricerca di evidence based nursing). I documenti, aggiornati al 2002 mettono in luce i rischi diretti e indiretti associati alla contenzione e i metodi alternativi da mettere in atto per limitare l’uso della contenzione. 

College of Nurses of Ontario

Obiettivo di questo documento è aiutare l’infermiere a comprendere quali sono le sue responsabilità riguardo all’uso della contenzione. Nel documento sono forniti diversi casi pratici con relativa discussione; utili per comprendere le problematiche della contenzione e quindi migliorare la propria pratica lavorativa. Il documento è in inglese.

Federazione IPASVI

La Federazione nazionale Collegi IPASVI ha dedicato un numero de “I Quaderni” al tema della contenzione. Il documento fornisce dati della letteratura (aggiornata al 2009) sui rischi associati all’uso della contenzione e riporta una serie di interventi che le strutture sanitarie dovrebbero applicare per ridurne l’uso.

IPASVI Perugia

Il Collegio IPASVI di Perugia ha pubblicato nel 2007 un documento intitolato “Prevenire gli errori, imparare dagli errori: la contenzione del paziente”. L’articolo oltre a definire e quantificare la contenzione, mostrando i rischi a essa associati, getta luce sul problema dell’informazione del paziente e sulla necessità del suo consenso. Per poter attuare un piano di contenzione occorre infatti oltre alla prescrizione medica o una documentata valutazione assistenziale, anche il consenso del paziente o di chi lo rappresenta. A tale scopo è necessario spiegare con la dovuta semplicità e chiarezza i rischi e i benefici del programma di contenzione che si intende mettere in atto.

Linee guida del Presidio Ospedaliero Cremonese

Nel 2001 la Prima Divisione di Medicina Generale del Presidio Ospedaliero Cremonese ha avviato un processo di revisione della metodologia infermieristica e si è dedicato all’elaborazione di specifiche linee guida. Tali linee guida mettono in luce: i rischi associati alla contenzione, i metodi alternativi a essa e le accortezze da mettere in atto qualora sia necessario ricorrere alla contenzione. L’infermiere deve operare in modo che la contenzione, fisica e farmacologica, sia un evento straordinario e motivato.

Linee guida dell’Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda

Il documento è aggiornato al 2008. Dopo aver definito i mezzi di contenzione affronta gli aspetti normativi, i metodi per ridurne il ricorso e l’utilizzo di soluzioni alternative. Inoltre le linee guida affrontano i problemi cui ci si trova di fronte quando si deve assistere un soggetto violento.

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