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Corte dei Conti: la spesa sanitaria cresce, ma meno del previsto

Corte dei Conti: la spesa sanitaria cresce, ma meno del previsto

25/05/2011 - C’è anche un lungo capitolo dedicato al Patto per la salute, nel Rapporto 2011 sul coordinamento della finanza pubblica presentato ieri dalla Corte dei Conti. E si scopre che…

Nel 2010, la spesa sanitaria pubblica in Italia è aumentata, ma non quanto ci si aspettava. È una notizia (relativamente) buona che viene dal Rapporto della Corte dei Conti presentato ieri a Roma.

Le uscite complessive, infatti, hanno raggiunto i 113.457 milioni (erano stati 110,4 e 108,5 miliardi, rispettivamente, nel 2009 e nel 2008), inferiori quindi di oltre 1,5 miliardi rispetto ai 114.962 milioni previsti con la Decisione di finanza pubblica (quella che sostituisce il “vecchio” Dpef) del settembre scorso, con un aumento della spesa sanitaria complessiva limitato al 2,7% sull’anno precedente. Resta fermo sui livelli del 2009, comunque, il peso della spesa sanitaria sul Pil: 7,3% (era al 6,9% nel 2008).
La spesa per prestazioni di assistenza ospedaliera e altri servizi offerti direttamente dagli operatori pubblici (non market) è cresciuta nell’anno del 3,8% (+0,8% nel 2009). Su questo risultato hanno pesato gli oneri per i rinnovi contrattuali relativi al biennio 2008-2009 e l’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale per il 2010, che hanno portato a un aumento del 4% dei redditi per lavoro dipendente. Considerando che sul 2009 aveva pesato il rinnovo contrattuale del personale non dirigente relativo al biennio 2008-2009, al netto degli arretrati in entrambi gli anni, nel 2010 i redditi di lavoro dipendente sono cresciuti, segnala il Rapporto, del 2,9%.
I consumi intermedi del 2010 aumentano del 3,7%, dato influenzato dalla scelta di molte Regioni di ricorrere alla distribuzione diretta dei farmaci e dalla dinamica della spesa farmaceutica ospedaliera, che continua a superare il tetto fissato al 2,4% del finanziamento complessivo del Fsn: nell’anno passato è arrivata al 5,1%, cioè circa 5,4 miliardi. Un andamento, come sottolinea al Corte, «che più che compensa» le misure del decreto 78/2010 (poi convertito nella legge 122/10), che hanno ridotto di 300 milioni nel 2010 questa “voce” di spesa.
Per quanto riguarda i produttori market, la spesa è cresciuta dell’1,1% rispetto all’esercizio precedente, con un calo della farmaceutica (-0,6%) e un limitato aumento dell’1,7% per l’assistenza medico-generica (+1,7%); anche in quest’ultimo caso bisogna considerare l’incidenza dei rinnovi contrattuali.
Le altre prestazioni (specialistica, ospedaliera convenzionata, riabilitativa e così via) crescono dell’1,7%, ma come risultato di andamenti molto diversi tra le componenti: forte aumento della specialistica (+6,3%), calo dell’ospedaliera (-1,4%) e solo lieve aumento della riabilitativa (+1%) e dell’integrativa (+0,5%).
Per quanto riguarda l’andamento nelle Regioni, la Corte rileva che i costi di produzione nel 2010 sono stati pari a 112,3 miliardi a fronte di circa 110 di ricavi, con una «consistente riduzione del disavanzo» che passa dai 3.252 milioni del 2009 ai 2.326 del 2010. I deficit continuano a essere un fenomeno prevalentemente localizzato nelle Regioni del Sud (con il 50% delle perdite), ma nel complesso i loro risultati fanno registrare «un significativo miglioramento»: in valore assoluto, infatti, le perdite scendono da 1.819 milioni del 2009 a 1.230 milioni nel 2010 (nel 2008 erano 1.854). A migliorare il risultato, segnala la Corte, sono soprattutto le Regioni in piano di rientro.
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