IPASVI / ECM / Rivista L'Infermiere / Rivista L'Infermiere N°4 - 2017 / Le pubblicazioni degli infermieri italiani su riviste internazionali: uno studio bibliometrico - Rivista l'Infermiere N°4
SCIENZE INFERMIERISTICHE

Le pubblicazioni degli infermieri italiani su riviste internazionali: uno studio bibliometrico

di Davide Ausili (1), Agnese Boldrin (2), Benedetta Salimbeni (3), Stefania Di Mauro (4)

(1) Davide Ausili, assegnista di ricerca in scienze infermieristiche, Dipartimento di medicina e chirurgia, Università degli Studi di Milano-Bicocca;
(2) Agnese Boldrin, infermiere, Istituto Clinico Sant'Ambrogio, Gruppo ospedaliero San Donato;
(3) Benedetta Salimbeni, infermiere, Azienda Speciale Casa di Riposo Monticello;
(4) Stefania Di Mauro, professore associato in scienze infermieristiche, Dipartimento di medicina e chirurgia, Università degli Studi di Milano-Bicocca

Corrispondenza: agneboldrin@hotmail.it

RIASSUNTO
Introduzione Il numero di pubblicazioni degli infermieri italiani sembra essere cresciuto a fronte dello sviluppo delle scienze infermieristiche in ambito accademico. Tuttavia, nessuno studio ha mai considerato le pubblicazioni degli infermieri italiani su riviste internazionali. L’obiettivo dello studio è di descrivere l’evoluzione della letteratura scientifica infermieristica italiana pubblicata su riviste internazionali e indicizzata in CINAHL.
Materiali e metodi E’ stato condotto uno studio bibliometrico. La ricerca è avvenuta nella banca dati CINAHL e sono stati cercati gli studi pubblicati tra il 1981 e il 2015 su riviste internazionali che hanno coinvolto infermieri italiani. Ciascun articolo è stato classificato secondo parametri di tipo quali-quantitativo.
Risultati Sono stati individuati 334 articoli in accordo con i criteri di inclusione. I risultati documentano un progressivo aumento delle pubblicazioni internazionali degli infermieri italiani, il 95,2% delle quali pubblicate dopo il 2001. La principale destinazione degli articoli sono state riviste cliniche. In merito al focus degli studi è stata registrata un’inversione di tendenza nell’ultimo decennio (2006-2015), con un passaggio da temi prevalentemente professionali a temi riguardanti l’assistenza ai pazienti. Restano ancora limitati gli studi qualitativi, sperimentali e di ricerca secondaria.
Conclusioni I risultati suggeriscono uno sviluppo della ricerca infermieristica italiana nell’ultimo ventennio. Per una maggiore comprensione del fenomeno servono ulteriori studi bibliometrici su altre banche dati che includano le pubblicazioni in lingua italiana e integrino la produzione scientifica con informazioni aggiuntive quali il numero di infermieri italiani con ruoli attivi nella ricerca e i fondi disponibili per la ricerca infermieristica.
Parole chiave: studio bibliometrico, scienze infermieristiche, pubblicazioni scientifiche, riviste scientifiche
 


Italian nurses’ publications on international journals: a bibliometric study

ABSTRACT
Introduction Italian nurses’ publications seem to be increased thanks to the development of nursing sciences at academic level. However, no studies have already considered Italian nurses’ publications in international journals. The aim of this study is to describe the Italian nurses’ publications in international journals and indexed in CINAHL.
Methods A bibliometric study was conducted. Italian nurses’ studies published between 1981 and 2015 in international journals were searched on CINAHL. Each study has been classified on the base of qualitative and quantitative parameters.
Results 334 publications have been included. Results show an increase of the Italian nurses’ international publications. The 95,2% of the studies were published after the year 2001. The main destination of the studies were clinical journals. In the last decade (2006-2015) the publications topic moved from a professional to a clinical focus. Qualitative, secondary and experimental studies were few.
Conclusions The findings suggest a development of nursing research in Italy over the last twenty years. Future bibliometric studies should query other databases, include publications in Italian language and supplement scientific publications with more professional information such as the number of Italian nurses actively involved in research and the available funds for nursing research.
Keywords: bibliometric study, nursing, scientific publications, scientific journals


 

INTRODUZIONE
La qualità della pratica infermieristica deriva dallo sviluppo della conoscenza che questa disciplina produce (Sironi C et al., 2010; Polit DF et al., 2013). In questo sviluppo la ricerca ha un ruolo centrale. Comunemente a tutte le discipline, la ricerca infermieristica non ha alcun valore se i risultati non vengono diffusi: la loro comunicazione promuove la critica e la replicazione degli studi, l’identificazione di nuovi problemi di ricerca e l’uso dei risultati stessi nella pratica (Fain JA, 2004; Oermann MH et al., 2008). Analizzando la letteratura prodotta in uno specifico settore è possibile avere un quadro dell’evoluzione culturale di una scienza e della sua elaborazione teorica (Scott SD et al., 2010; Marucci AR et al., 2005; Traynor M et al., 2001; Maheswarappa BS et al., 1997).
Diversi studi hanno analizzato le linee di tendenza della ricerca infermieristica attraverso la letteratura. Borbasi e colleghi (Borbasi S et al., 2002) hanno analizzato le ricerche pubblicate tra il 1995 e il 2000 da autori australiani, individuando tra i temi più ricorrenti quelli della formazione e della pratica clinica. Analogo il risultato dello studio di McCarthy e colleghi sulle ricerche infermieristiche pubblicate tra il 1990 e il 2005 da autori irlandesi (McCarthy G et al., 2006). Traynor e colleghi (Traynor M et al., 2001) hanno analizzato le pubblicazioni infermieristiche nel Regno Unito per identificare le principali aree d’interesse, distinguendo gli studi centrati sugli infermieri da quelli centrati sui pazienti. Lin e collega (Lin CF et al., 2007) hanno analizzato tutte le ricerche taiwanesi prodotte tra il 1991 e il 2000; Leino-Kilpi e collega (Leino Kilpi H et al., 1998) hanno valutato gli studi pubblicati sul Finnish Journal of Nursing Science e le tesi di laurea e di dottorato prodotte tra il 1958 e il 1998, rilevando che il tema più affrontato era la pratica clinica e che la maggioranza degli studi erano osservazionali e impiegavano questionari e interviste. Inoltre, la maggioranza degli studi si concentrava sugli infermieri più che sui pazienti, aspetto non comune alle altre scienze della salute (Traynor M et al., 2001; McCarthy G et al., 2006; Polit DF et al., 2009; Pardo C et al., 2001).
Tre articoli (Marucci AR et al., 2005; Sansoni J et al., 2005; Marucci et al., 2013) hanno analizzato le ricerche pubblicate dagli infermieri italiani nel periodo compreso tra il 1978 e il 2009: in circa 30 anni la produzione è quasi triplicata. La maggioranza degli studi è stata condotta su temi riguardanti l’assistenza infermieristica clinica, seguiti da studi su temi di interesse professionale (Zanotti R, 1999; Pencile A et al., 2002). Predominano le ricerche quantitative e solo pochi studi hanno un disegno sperimentale o quasi sperimentale (Pencile A et al., 2002; Messina L et al., 2012; Bongiorno E et al., 2005). Gli autori della maggioranza degli studi sono infermieri e pochi sono multidisciplinari (Pencile A et al., 2002, Bongiorno E et al., 2005). La produzione italiana, rispetto a quella internazionale, è sia numericamente sia metodologicamente più debole (Marucci AR et al., 2005; Sansoni J et al., 2005); nonostante l’aumento di ricerche di buona qualità avvenuto negli ultimi anni, la loro pubblicazione rimane inferiore a numerosi paesi internazionali (Messina L et al., 2012).
A oggi, nessuno studio ha valutato le pubblicazioni internazionali degli infermieri italiani. Con l’ingresso della formazione di primo livello in Università e l’avvio delle lauree magistrali e dei dottorati di ricerca in scienze infermieristiche, il contributo italiano all’evoluzione delle conoscenze infermieristiche a livello internazionale sembra essere aumentato ma non è ancora stato quantificato. Il presente lavoro si propone di descrivere e analizzare gli studi italiani pubblicati su riviste internazionali e indicizzati nella banca dati CINAHL.

MATERIALI E METODI
E’ stata condotta una ricerca bibliometrica selezionando gli articoli pubblicati fra il 1981 e il 2015 da autori italiani su riviste internazionali e indicizzati su CINAHL (il più ampio intervallo di tempo indagabile sulla banca dati). Gli autori di ogni articolo sono stati inseriti nella banca dati del sito IPASVI per controllare la presenza di almeno un infermiere italiano.
Gli articoli sono stati letti e suddivisi in periodi secondo il quadro teorico di riferimento di Ausili e collega (Ausili D et al., 2013). In seguito, in accordo con una fonte italiana di metodologia della ricerca infermieristica (Sironi C et al., 2010), sono stati classificati secondo i seguenti criteri: tipologia di rivista; anno di pubblicazione; impact factor della rivista; autori: solo infermieri o gruppi multidisciplinari; tipo di studio: ricerca primaria o secondaria; disegno dello studio; filone di ricerca; ricerca esogena/endogena, riguardante rispettivamente la professione o gli assistiti (Traynor M et al., 2001).

Quadro teorico di riferimento
Il quadro teorico di riferimento (Ausili D et al., 2013) identifica sette fasi o stadi di sviluppo della conoscenza infermieristica. Gli articoli analizzati in questo studio sono stati suddivisi nei seguenti stadi:

  • ritorno all’assistenza infermieristica (anni ’80 e ’90): si riscontra una riflessione più sistematica sul significato e sulle radici dell’assistenza infermieristica. In questo periodo viene introdotto in Italia il termine nursing;
  • disciplina infermieristica (anni ’90): si pone enfasi sulla specificità del sapere infermieristico e sulla definizione delle conoscenze, dei metodi e degli strumenti propri dell’ambito infermieristico;
  • scienze infermieristiche (dai primi anni 2000 a oggi): si sviluppa la ricerca, poiché in questo arco temporale sono stati chiamati i primi professori e ricercatori universitari italiani e avviati i primi dottorati di ricerca in scienze infermieristiche.


RISULTATI
Tabella 1. Pubblicazioni presenti su riviste e relativo impact factor (suddivise in 5 classi)Sono stati reperiti 1.240 articoli e ne sono stati selezionati 334, pubblicati su riviste internazionali tra il 1989 e il 2015. Suddividendo l’arco temporale in quinquenni si può osservare l’andamento della produzione scientifica infermieristica internazionale. La maggioranza delle pubblicazioni (95,2%) si concentra dal 2001 in poi, ovvero la fase delle scienze infermieristiche. Nell’ultimo quinquennio considerato (2011-2015) sono stati pubblicati il 58,4% del totale degli articoli.
I 334 articoli sono stati pubblicati su 104 riviste principalmente di tipo clinico/specialistiche (44,2%), seguite da quelle professionali (32,7%). Il 16,3% è apparso su riviste accademiche (per esempio, Nursing Outlook o International Journal of Nursing Scholarship) e il 6,7% su riviste specificatamente dedicate alla ricerca (per esempio, Nursing Research o Research in Nursing and Health). Il 61,5% degli studi è apparso su riviste con un impact factor. I dati sull’impact factor delle 104 riviste sono stati raggruppati in cinque classi (Tabella 1).

Gli autori sono risultati solo infermieri nel 37,4% degli studi e gruppi multidisciplinari nel 57,8% dei casi. Il 4,8% degli studi aveva un unico autore infermiere. Nel quinquennio 2006-2010 gli studi multidisciplinari sono triplicati rispetto al quinquennio precedente (2001-2005). Inoltre, tra il 2011 e il 2015, il numero di articoli pubblicati da équipe multidisciplinari è raddoppiato rispetto al precedente quinquennio, ed è pari a un terzo del totale degli studi (Figura 1).

Figura 1. Pubblicazioni suddivise in funzione alla tipologia degli autori e per quinquennio di riferimento

Il filone di ricerca più rappresentato è risultato quello clinico, con 198 pubblicazioni (59,3%) (Tabella 2).

Tabella 2. Pubblicazioni suddivise in base all’argomento trattato e al quinquennio di riferimento

Dal 2011 al 2015 gli articoli di ricerca esogena sono raddoppiati rispetto al quinquennio precedente (Figura 2).

Figura 2. Pubblicazioni suddivise in funzione alla tipologia di ricerca (esogena o endogena) e al quinquennio di riferimento

L’82,3% degli articoli sono risultati studi di ricerca primaria e solo il 2,1% di ricerca secondaria (revisioni della letteratura, revisioni sistematiche e metasintesi). Più della metà degli studi (58,1%) ha un disegno quantitativo osservazionale, l’11,4% quantitativo-sperimentale e l’8,4% qualitativo fenomenologico (Tabella 3). Le revisioni della letteratura rappresentano il disegno prevalente nella ricerca secondaria.

Tabella 3. Disegno di studio delle pubblicazioni considerate

La Figura 3 mostra la distribuzione delle ricerche primarie in base all’approccio quantitativo o qualitativo: le ricerche primarie sono presenti in tutti i quinquenni; quelle qualitative a partire dal quinquennio 1996-2000; quelle con approccio misto solo nell’ultimo quinquennio considerato (2011-2015). Le ricerche quantitative sono aumentate in modo costante nel tempo mentre quelle qualitative, presenti in misura minore, sono quadruplicate nell’ultimo quinquennio.

Figura 3. Pubblicazioni suddivise in funzione al disegno di studio e al quinquennio di riferimento

DISCUSSIONE
I risultati di questo studio evidenziano un incremento nella produzione di contenuti scientifici degli infermieri italiani e del loro contributo all’evoluzione delle conoscenze nel panorama internazionale. Nel primo decennio analizzato (dal 1985 al 2000) le pubblicazioni sono state poche. Dopo l’ingresso della formazione di base in università (MIUR, 1991) e il crescente coinvolgimento di infermieri nell’ambiente universitario, sono stati potenziati i presupposti per lo sviluppo della ricerca infermieristica in Italia, seppure ancora a livello iniziale e con pochi infermieri coinvolti attivamente nella ricerca. Dal 2000 a oggi si concentra la maggioranza degli articoli. Il dato non sorprende in quanto nel 2006 sono stati avviati i primi corsi di dottorato di ricerca in scienze infermieristiche. Inoltre, il decreto del MIUR n. 89 del 28 luglio 2009 (art. 3 comma 4; MIUR, 2009) ha incluso il numero delle pubblicazioni, l’impact factor e l’indice di Hirsch nei parametri di valutazione dei candidati ai concorsi nazionali per le posizioni di ricercatore e professore universitario. Nello stesso periodo sono aumentati, seppure lentamente, i docenti e i ricercatori di scienze infermieristiche all’interno delle università (circa 40 tra professori e ricercatori infermieri in tutto il paese). E’ probabile che tutti questi fattori abbiano stimolato lo sviluppo della ricerca e la pubblicazione di studi in linea con gli standard internazionali.
Un secondo risultato interessante riguarda l’ambito di ricerca. La maggioranza degli articoli e delle testate analizzate è risultata di carattere clinico. Questo dato, in linea con la letteratura internazionale (Traynor M et al., 2001; Borbasi S et al., 2002; McCarthy G et al., 2006), suggerisce che la pratica clinica è la principale area di ricerca degli infermieri italiani. Infatti, gli studi di tipo clinico-assistenziale sono cresciuti costantemente nel tempo fino a rappresentare più del 50% della produzione nell’ultimo quinquennio (2011-2015). A questo si aggiunge anche l’aumento sensibile del numero di pubblicazioni di ricerca endogena, avvenuto nell’ultimo decennio (dal 2006 al 2015), che ha quasi raggiunto il numero di articoli di ricerca esogena. Questi dati possono essere interpretati come indice del percorso di maturazione che la professione infermieristica ha compiuto in Italia: in una prima fase sono stati condotti degli sforzi nel tentativo di delineare un sapere disciplinare alla base della pratica professionale, studiando prevalentemente tematiche riguardanti la professione infermieristica stessa; in una seconda fase si è progressivamente volto l’interesse su argomenti riguardanti la cura e l’assistenza dei pazienti. Questa interpretazione, in accordo con la letteratura (Ausili D et al., 2013; Meleis AL, 2011), indica un’accresciuta maturazione della comunità scientifica infermieristica italiana che, probabilmente, oggi percepisce in misura minore la necessità di definirsi come specifico corpus professionale, rivolgendo la propria attenzione ai destinatari dell’assistenza.
Nel quinquennio 2011-2015 si è riscontrato un aumento di articoli pubblicati su riviste con impact factor maggiore di 1,6 e un crescente numero di collaborazioni multidisciplinari. Il primo dato potrebbe suggerire un progressivo aumento della qualità dei lavori; il secondo dato supporta l’ipotesi, presente anche in letteratura (Ausili D et al., 2013; Meleis AL, 2011), che in questi ultimi anni la scienza infermieristica si stia maggiormente integrando con differenti settori conoscitivi per lo studio di fenomeni sempre più complessi e per la produzione di conoscenze più valide (Ausili D et al., 2013; Meleis AL, 2011). Tuttavia, futuri studi dovrebbero confermare l’approccio multidisciplinare nella produzione scientifica infermieristica più recente attraverso un’analisi più puntuale del contenuto.
Gli studi osservazionali sono prevalenti, in linea con la produzione degli infermieri di altre nazioni (Traynor M et al., 2001; Zanotti R, 1999). Lo scarso numero di studi sperimentali è stato giustificato in precedenti studi (Richards DA et al., 2014; Traynor M et al., 2001) con due possibili spiegazioni: la scarsa padronanza degli infermieri nel condurre questa tipologia di studi e l’impossibilità di adattare alcuni aspetti della pratica infermieristica alle metodologie strettamente sperimentali. Tuttavia, il risultato potrebbe essere spiegato anche dal fatto che gli infermieri italiani non dispongono delle risorse (umane, economiche e strutturali) che sono necessarie per la conduzione di studi sperimentali, considerando la scarsità di finanziamenti dedicati alla ricerca in generale e alla ricerca infermieristica in particolare. Anche gli studi qualitativi sono scarsamente rappresentati. Questo dato, come sostenuto da altre fonti (Sansoni J et al., 2005; Sansoni J et al., 2005), potrebbe essere spiegato dal fatto che l’approccio quantitativo è maggiormente sviluppato in ambito biomedico e in Italia la formazione infermieristica, e quindi la ricerca, trovano collocazione all’interno delle scuole di medicina e chirurgia. Infine, il limitato numero di revisioni sistematiche, metanalisi e metasintesi può essere spiegato dalla complessità metodologica di questa tipologia di studi. Infatti, queste tipologie di studi richiedono competenze multidisciplinari importanti (per esempio, linguistiche, statistiche, bibliotecarie e metodologiche) e un ampio accesso alla letteratura internazionale.

Limiti
I principali limiti di questo studio sono il non avere valutato i contenuti degli articoli e l’avere considerato una sola banca dati (CINAHL), anche se questa è considerata la più specifica per le scienze infermieristiche.

CONCLUSIONI
Il crescente numero delle pubblicazioni e il miglioramento della loro qualità suggeriscono un forte sviluppo della ricerca infermieristica in Italia avvenuto nell’ultimo ventennio. L’assistenza infermieristica clinica rappresenta la principale area d’indagine e le collaborazioni multidisciplinari sono in aumento. Tuttavia, gli studi qualitativi, sperimentali e secondari sono ancora carenti nell’attività scientifica degli infermieri italiani e dovrebbero essere maggiormente sviluppati all’interno della futura produzione scientifica: i primi potrebbero contribuire a una comprensione più profonda dell’esperienza dei pazienti nei diversi contesti clinici e nelle diverse condizioni di salute; i secondi potrebbero contribuire a sviluppare interventi assistenziali sempre più efficaci per migliorare i risultati di salute della popolazione; i terzi potrebbero fornire utili raccomandazioni per una pratica infermieristica sempre più orientata ai risultati della ricerca.
Futuri studi bibliometrici dovrebbero valutare congiuntamente la produzione nazionale e la produzione internazionale degli infermieri italiani per tracciare un quadro più esaustivo. Inoltre, dovrebbero essere considerate altre variabili quali il numero di infermieri dedicati alla ricerca o l’entità dei finanziamenti di ricerca di cui gli infermieri italiani dispongono. Queste informazioni potrebbero consentire una più completa descrizione della produttività scientifica degli infermieri e confronti più appropriati con altre realtà internazionali.
In conclusione, questo studio mostra il percorso di crescita delle scienze infermieristiche in Italia. Tuttavia, affinché queste possano ulteriormente svilupparsi a beneficio dei cittadini, è auspicabile che sempre più infermieri siano competenti e attivamente coinvolti nella ricerca non solo a livello accademico ma anche all’interno del sistema sanitario nazionale.
 

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