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Rianimazione cardiopolmonare (BLSD)

  • Per supporto vitale di base o Basic Life Support ( BLS) si intende l’insieme delle seguenti manovre:
    - il riconoscimento della condizione di arresto cardiaco (AC);
    - l’attivazione dei sistemi di soccorso;
    - il mantenimento della pervietà delle vie aeree e il supporto del respiro e del circolo senza l’uso di strumenti diversi dai soli presidi di protezione personale.

  • In Italia le malattie cardiovascolari sono ancora oggi la principale causa di morte: è loro attribuibile oltre il 41% dei decessi. In particolare l’arresto cardiaco è, nei paesi occidentali, la prima causa di morte. L’AC in base alla definizione utilizzata colpisce circa 350.000-700.000 persone l’anno.

  • Il ritmo di presentazione delle vittime di AC è nel 25-30% dei casi la fibrillazione ventricolare (FV), percentuale che è andata decrescendo negli ultimi 20 anni. Tuttavia è probabile che le persone che hanno una FV o una tachicardia ventricolare (TV) senza polso al momento del collasso siano molte di più, ma al momento del primo elettrocardiogramma (ECG) registrato dai soccorritori, queste siano già degenerate in un ritmo non defibrillabile come l’asistolia.

  • Il trattamento raccomandato per l’AC è la RCP immediata da parte degli astanti (compressioni toraciche associate a ventilazioni come trattamento ideale) e la defibrillazione elettrica precoce (qualora possibile e indicata). In caso di arresto cardiaco è fondamentale intervenire precocemente con la rianimazione cardiopolmonare per evitare il danno anossico cerebrale. La rianimazione cardiopolmonare immediata può raddoppiare o triplicare la sopravvivenza da arresto cardiaco.

  • La percentuale di successo della defibrillazione decresce del 10% ogni minuto che passa. L’unica terapia efficace è l’applicazione delle manovre di rianimazione e l’uso immediato del defibrillatore esterno. La sopravvivenza, che attualmente è pari al 2-3%, aumenta in funzione del grado di diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni a livello territoriale. Sia le linee guida dell’American Heart Association 2015 sia quelle dell’European Resuscitation Council 2015 sottolineano l’importanza da una parte del recupero tempestivo di un defibrillatore dall’altra di un lavoro di èquipe ben coordinato tra gli operatori sanitari che lavorano nella centrale operativa e chi esegue la rianimazione.

  • Gli operatori che lavorano in centrale svolgono un ruolo chiave nel riconoscimento precoce dell’arresto cardiaco e nel guidare chi assiste la vittima (persona in genere non addestrata) a eseguire le procedure di rianimazione, finché non arriva il personale di soccorso.

  • Sulla base delle linee guida dell’Italian Resuscitation Council (IRC) e dell’European Resuscitation Council (ERC) se si sospetta di trovarsi di fronte a un arresto cardiorespiratorio in un paziente non traumatico occorre:
    - valutare la sicurezza della scena per il soccorritore, la vittima e gli astant;
    - valutare lo stato di coscienza, scuotendo e chiamando ad alta voce la vittima.

  • 2a Se la vittima risponde
    Lasciarla nella posizione in cui si è trovata, assicurandosi che non vi siano pericoli; cercare di scoprire qual è il problema e fornire assistenza se necessario. Rivalutare regolarmente la vittima fino all’arrivo dei soccorsi.

  • 2b Se la vittima non risponde
    Posizionare la vittima sulla schiena (posizione supina), allineare il corpo e scoprire il torace; poi aprire le vie aeree utilizzando l’iperestensione del capo e il sollevamento del mento.
    Posizionare una mano sulla fronte e delicatamente estendere la testa della vittima all’indietro. Nel mentre, con le dita dell’altra mano posizionate sotto l’estremità del mento del paziente, sollevarlo per aprire le vie aeree.

  • 3 Tenendo le vie aeree pervie, Guardare, Ascoltare e Sentire (GAS) per valutare la presenza e la qualità del respiro e contemporaneamente valutare il circolo attraverso la presenza dei segni indiretti di circolo MOTORE (movimento-tosse-respiro).
    GAS=Guardare i movimenti del torace-Ascoltare i rumori respiratori a livello della bocca della vittima-Sentire con la guancia l’aria espirata dalla vittima. Tale manovra non deve durare più di 10 secondi.
    Questa manovra permette di stabilire se il respiro è normale, anormale o assente. Nei primi minuti dopo l’arresto la vittima può respirare in modo irregolare, con respiro lento e rumoroso, non confondere questa situazione con un respiro normale.

  • 3a Se la vittima respira normalmente
    Posizionarla in posizione laterale di sicurezza, chiamare o far chiamare i sistemi di emergenza 118/112. Continuare a valutare regolarmente che la respirazione sia presente e che rimanga normale.

  • 3b Se il respiro non è presente o non è normale e non ci sono segni MOTORE
    Far chiamare o chiamare i sistemi di emergenza sanitaria 118/112 e far portare un defibrillatore semi-automatico esterno (DAE) se disponibile. Se si è soli, usare il telefono cellulare per chiamare il servizio di emergenza.
    Appena possibile iniziare le compressioni toraciche come indicato di seguito:
    - inginocchiarsi a lato della vittima;
    - posizionare la parte prossimale del palmo della mano al centro del torace della vittima (metà inferiore dello sterno);
    - posizionare il palmo dell’altra mano sopra la prima;
    - intrecciare le dita delle mani e assicurarsi di non applicare pressione sulle coste della vittima. Tenere le braccia diritte e non applicare alcuna pressione sull’addome superiore o sulla parte terminale delle sterno della vittima;
    - posizionarsi verticalmente sul torace della vittima e premere verso il basso per circa 5 cm (senza superare i 6 cm);
    - dopo ogni compressione, rilasciare del tutto la pressione sul torace senza perdere contatto tra le mani e lo sterno. Ripetere la manovra a una frequenza di almeno 100-120 compressioni al minuto;
    - la fase di compressione e di rilascio dovrebbero impiegare la stessa quantità di tempo rapporto 1:1.

  • Associare alle compressioni toraciche le ventilazioni solo se addestrati a farlo.
    Dopo 30 compressioni, aprire le vie aeree utilizzando l’iperestensione del capo e il sollevamento del mento ed effettuare le ventilazioni. Al termine della seconda ventilazione ripartire immediatamente con il massaggio cardiaco esterno ed effettuare 30 compressioni.
    Continuare quindi con un rapporto 30:2. Fermarsi per rivalutare la vittima soltanto se presenta segni MOTORE. In caso contrario non interrompere la rianimazione e le compressioni toraciche esterne (CTE). Se le ventilazioni non riuscissero a far sollevare il torace, prima di effettuare un nuovo tentativo guardare in bocca della vittima e rimuovere ogni ostruzione visibile. Assicurarsi di effettuare una corretta iperestensione del capo e sollevamento del mento.
    Qualora sia presente un secondo soccorritore, si dovrebbe dare il cambio alle compressioni ogni 2 minuti per prevenire l’affaticamento del soccorritore che lo esegue, garantendo così l’efficacia delle CTE.

  • Esistono diverse modalità di ventilazione:
    - bocca a bocca: chiudere il naso della vittima con pollice e indice, prendere un respiro e insufflare mettendo le proprie labbra a contatto con la bocca della vittima. Con gli occhi occorre guardare che il torace si sollevi.
    Ventilazione con mezzi aggiuntivi:
    E’ opportuno che il personale sanitario utilizzi mezzi aggiuntivi di ventilazione, evitando il contatto diretto con la vittima.
    - Ventilazione bocca-maschera: si pratica per mezzo di una maschera tascabile (pocket mask). Con questo tipo di ventilazione viene somministrata una percentuale di ossigeno pari al 21%.
    Ventilazione pallone-maschera: E’ una ventilazione che necessita di una buona pratica. Può essere effettuata da personale esperto e adeguatamente addestrato. Si effettua utilizzando un pallone autoespansibile-maschera completo di reservoire e collegato a una fonte di ossigeno ad alti flussi (12-14 l) per somministrare una percentuale di ossigeno pari al 90%. Una valvola unidirezionale permette all’aria espirata di non rientrare nel pallone e quindi di non essere reinspirata.

  • Appena disponibile il defibrillatore semiautomatico utilizzarlo seguendo le istruzioni del singolo dispositivo. Nel momento in cui si accende il defibrillatore è necessario applicare le piastre al torace nudo della vittima.
    Posizionare le placche in uno dei due seguenti posizioni:
    - sotto-clavicola destra, parallela allo sterno e parete laterale sinistra, sotto l’ascella (posizione standard);
    - parete laterale destra-parete laterale sinistra del torace (posizione alternativa).
    Se presenti 2 soccorritori non sospendere mai RCP.
    Seguire le indicazioni vocali del defibrillatore, assicurarsi che nessuno tocchi la vittima mentre il DAE analizza il ritmo.

  • Se lo shock è indicato assicurarsi che nessuno tocchi la vittima ed erogare la scarica in sicurezza (verificare visivamente che nessuno tocchi la vittima e allontanare l’ossigeno di 1 metro).
    Ricominciare immediatamente con RCP 30:2 e continuare seguendo i comandi del DAE.

  • Se lo shock non è indicato proseguire con RCP e continuare seguendo i comandi del DAE.

  • Continuare a seguire le indicazioni del DAE fino a quando:
    - arriva il soccorso avanzato;
    - sono presenti segni MOTORE;
    - il soccorritore non riesce a proseguire la RCP per esaurimento fisico.

  • Se presenti segni MOTORE è necessario rivalutare la vittima:
    - valutare la presenza di respiro e segni MOTORE per 10 secondi;
    - se assenti proseguire la RCP;
    - se assente solo respiro proseguire con 1 ventilazione ogni 6 secondi per 1 minuto, poi rivalutare nuovamente (respiro + MOTORE);
    - se presenti (respiro + MOTORE) valutare lo stato di coscienza.


Sitografia

Linee guida dell’American Heart Association

E’ il link alle linee guida dell’American Heart Association (2015) per la rianimazione cardiopolmonare e l’assistenza cardiovascolare di emergenza. Il documento estremamente completo e approfondito è in lingua inglese.

Sintesi linee guida American Heart Association

E’ un documento di sintesi, tradotto in italiano, nel quale sono indicati tutti i principali aggiornamenti e cambiamenti delle linee guida dell’American Heart Association pubblicate nel 2015, rispetto alla versione del 2010. Per un maggiore approfondimento dell’argomento occorre rimandare al documento originale.

European Resuscitation Council

E’ il link al documento di sintesi delle linee guida dell’European Resuscitation Council. I cambiamenti non si discostano da quanto riportato dalle linee guida dell’AHA.

Giornale di cardiologia

E’ il link a uno studio pubblicato nel 2008, il documento è interessante perché fornisce il quadro epidemiologico italiano sull’incidenza delle malattie cardiovascolari e in particolare dell’arresto cardiaco.

IPASVI di Genova

Si riporta il link a un video registrato dagli infermieri Cives, nucleo di Genova, in collaborazione con l’IPASVI di Genova, nel quale viene mostrata su manichino la procedura di rianimazione cardiopolmonare. Il video si rivolge ai cittadini fornendo indicazioni precise e pratiche.

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