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La febbre nel bambino

  • Nella valutazione della febbre occorre sempre ricordare che la temperatura corporea segue un ritmo circadiano: la mattina si rileva la temperatura più bassa mentre la sera quella più alta. La temperatura centrale normale è compresa fra 36,5 e 37,5°C.
  • La febbre nel bambino è un evento frequente, comune e in genere non grave. La temperatura va rilevata regolarmente anche se il vero indicatore della gravità della malattia è il comportamento del bambino. Va quindi valutata la vitalità del bambino oltre a:
    - colorito;
    - presenza di brividi;
    - sensazione di sete, umidità delle mucose;
    - sudore.
  • In particolare sono considerati a rischio e quindi vanno subito valutati dal medico i bambini che oltre a febbre:
    - sono assopiti e fanno fatica a rimanere desti;
    - hanno pianto flebile continuo, inconsolabile;
    - vomitano bile
    - fanno fatica a respirare;
    - presentano tachipnea (frequenza respiratoria >60 atti/min);
    - hanno un ridotto turgore cutaneo;
    - presentano una riduzione della diuresi
    - se piccoli presentano una fontanella bombata.
  • Le linee guida della Società italiana di pediatria e il Royal College of Nursing raccomandano, per i bambini fino a 4 settimane di vita, la misurazione ascellare con termometro elettronico. La misurazione ascellare ha come vantaggio la facile accessibilità e la buona tollerabilità per la maggioranza dei bambini. La sensibilità riportata nei vari studi è tuttavia variabile ed è influenzata dal tipo di termometro utilizzato e dal tempo di permanenza del termometro nel cavo ascellare.
  • Oltre le 4 settimane si raccomanda la misurazione ascellare con termometro elettronico o quella timpanica con termometro a infrarossi. Occorre segnalare che la misurazione per via timpanica è sensibile a errori soprattutto se eseguita da mani poco esperte. A domicilio si raccomanda quindi la misurazione per via ascellare.
  • Le linee guida della Società italiana di pediatria raccomandano di evitare la misurazione rettale di routine nei bambini con meno di 5 anni. Tale metodo può causare disagio nel bambino per la sua invasività. La misurazione per via rettale può essere presa in considerazione nei bambini critici o privi di coscienza, se effettuata da operatori esperti. Va comunque evitata in caso di sanguinamento rettale. La misurazione orale non è raccomandata perché poco sicura se effettuata con termometri in vetro per il rischio di rottura, nonché se ancora utilizzato un termometro a mercurio (ormai fuori commercio), per il rischio di contatto con il metallo. Inoltre può essere influenzata da numerosi fattori confondenti come mucosite, assunzione di cibi caldi/freddi, temperatura dell’aria inspirata e frequenza respiratoria. Questo metodo va evitato nei bambini.
  • I farmaci antipiretici vanno utilizzati solo nel momento in cui la febbre è associata a un quadro di generale malessere del bambino e il dosaggio deve essere calcolato in funzione del peso del bambino, non dell’età. Si ricorda che gli antipiretici non intervengono sulla causa della febbre ma aiutano il bambino a sentirsi meglio.
  • Il paracetamolo e l’ibuprofene sono gli unici antipiretici raccomandati in età pediatrica. In particolare il paracetamolo è l’unico antipiretico che può essere utilizzato fin dalla nascita.
  • L’acido acetilsalicilico non è raccomandato in età pediatrica per il rischio di sindrome di Reye. La somministrazione alternata di ibuprofene e paracetamolo invece della somministrazione di un unico farmaco non è raccomandata in quanto mancano studi sull’efficacia e la sicurezza.
  • Le linee guida della Società italiana di pediatria raccomandano la somministrazione del paracetamolo per via orale e non per via rettale perché l’assorbimento è più costante ed è possibile una maggiore precisione nel dosaggio in funzione del peso corporeo. La somministrazione per via rettale va considerata solo in caso di vomito o di altre condizioni che ne impediscano l’impiego per via orale.
  • L’uso di mezzi fisici e in particolare di spugnature per abbassare la temperatura corporea non è raccomandato di routine per mancanza di prove. E’ utile invece mantenere la temperatura della camera del bambino non sopra i 18°C e non vestire troppo il bambino.
  • Per prevenire la disidratazione il bambino va incoraggiato a bere, frequentemente e a piccoli sorsi. L’allattamento al seno va continuato.
  • In caso di febbre nel bambino con meno di 28 giorni è sempre raccomandato il ricovero.
  • Se la febbre è comparsa subito dopo un viaggio va presa in esame la possibilità di un’infezione. Se la febbre persiste per più di 5 giorni occorre fare accertamenti per trovare la causa.
  • Le convulsioni febbrili sono un esito abbastanza comune delle malattie febbrili nel bambino piccolo. Fra i 6 mesi e i 3 anni il 3% dei bambini ha avuto un episodio di convulsioni: in genere senza conseguenze neurologiche. Le ragioni di tale incidenza non sono ancora chiare. Gli episodi durano in genere meno di 2 minuti. Episodi di durata maggiore necessitano di approfondimenti ulteriori.

Sitografia

Healthy child Manitoba

E’ il link a una guida pratica per i genitori. In poche pagine sono dati consigli su come gestire la febbre: come misurare la temperatura, quali farmaci somministrare, che cosa controllare per valutare lo stato del bambino. E’ in inglese.

Ministero della salute

Sul sito del Ministero sono fornite alcune indicazioni rivolte ai cittadini sulle principali patologie dei bambini. In particolare sono date indicazioni su come misurare la febbre nel bambino in funzione dell’età e su che cosa è importante riferire quando si chiama il pediatra.

Royal College of Nursing

Sono le linee guida del Royal College of Nursing inglese per operatori sanitari. Le linee guida affrontano la gestione della febbre sia nei casi più semplici sia quelli con complicanze. Sono indicati anche i rimedi farmacologici più utili e gli effetti collaterali.

Società italiana di pediatria

E’ il link alle linee guida della Società italiana di pediatria sulla gestione della febbre nel bambino. Lo scopo di questa linea guida è selezionare, alla luce delle migliori prove scientifiche disponibili, gli interventi efficaci e sicuri a disposizione per la gestione della febbre in pediatria. Il documento è aggiornato al 2011.

Joanna Briggs Institute

E’ il link al Best Practice del Joanna Briggs Institute. Il documento si rivolge agli infermieri fornendo indicazioni di evidence based nursing, è però aggiornato al 2001.

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