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L'alimentazione come stile di vita per una buona salute
- Una alimentazione corretta ed equilibrata è essenziale per il mantenimento della salute. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, una nutrizione adeguata e la salute sono diritti umani fondamentali correlati l’uno all’altro. Inoltre una dieta corretta è un validissimo strumento di prevenzione per molte malattie e di trattamento per molte altre.
- Per ottenere benefici in termini di salute, un’alimentazione corretta deve accompagnarsi a livelli adeguati di attività fisica.
- In Italia, come in ogni parte del mondo, il sovrappeso e l’obesità (conseguenze dirette di un’alimentazione non equilibrata) sono in crescita, tanto che è stato coniato il termine globesity, per indicare un rilevante problema di salute e di sanità pubblica dato dalla “globale e crescente epidemia di sovrappeso e obesità” che minaccia la salute della popolazione mondiale. Questo fenomeno non è più circoscritto ai Paesi industrializzati, ma si sta estendendo anche a quelli in via di sviluppo. In Europa, per esempio il 25-70% degli adulti è in sovrappeso e il 5-30% è obeso e la frequenza dell’obesità è triplicata nell’ultimo ventennio.
- La situazione italiana viene monitorata da una serie di sistemi di sorveglianza che forniscono informazioni utili per adottare interventi di prevenzione e di promozione della salute da parte delle autorità socio-sanitarie e delle istituzioni. Tra questi vanno segnalati: OKkio alla Salute, condotto nelle scuole alimentari su bambini di 8-9 anni, di età in cui la frequenza di sovrappeso e obesità è rispettivamente del 23% e dell’11%; Hbsc (Health Behaviour in School-Aged Children) che riporta i dati sugli adolescenti e Passi (Progressi della Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), che si riferisce alla popolazione adulta. Secondo i dati Passi, 3 adulti su 10 sono in sovrappeso e uno su 10 è obeso. Tutti i sistemi rilevano un gradiente da Nord a Sud, con un frequenza più alta di sovrappeso e di obesità procedendo verso il meridione d’Italia.
- Sempre secondo i dati Passi FONTE, non più del 10% degli italiani consuma almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura (five a day), come raccomandato per la salute. In molte persone manca la consapevolezza dell’importanza di seguire regole alimentari sane e uno stile di vita complessivamente salutare, così come spesso è assente la percezione di essere in sovrappeso o sedentari (il 46% delle persone in sovrappeso ritiene il proprio peso adeguato e l’1% troppo basso).
- Ci sono molti modi per stabilire se una persona è normopeso, sovrappeso od obesa. Il parametro che concilia precisione e facilità di misurazione è l’indice di massa corporea (IMC o BMI, Body Mass Index), che si calcola dividendo il peso (in kg) per la statura (in metri) elevata al quadrato. La classificazione, unificata per genere e per età definisce normopeso (BMI 18,5-24,99 kg/m2), sovrappeso (BMI ≥25-29,99 kg/m2) e obesità (≥30 kg/m2). Il BMI non misura direttamente la massa grassa né la sua distribuzione, per questo tipo di valutazione si usano metodi più specialistici come la misurazione delle pliche cutanee (che richiede però un elevato grado di addestramento), quella della circonferenza della vita e il calcolo del rapporto tra la circonferenza della vita e dei fianchi. Recentemente, l’OMS ha stabilito anche i valori di riferimento del BMI in età pediatrica.
- L’eccesso di peso è determinato in primo luogo dalla situazione nutrizionale (squilibrio tra assunzione calorica e spesa energetica a favore della prima) ma anche influenzato da fattori genetici che peserebbero secondo le varie stime dal 30% al 70% (Lyon H.N., Hirschhorn J.N., Genetics of common forms of obesity: a brief overview. In: Am J Clin Nutr 2005;82(suppl):215S–7S; Rankinen T., Zuberi A. et al, The human obesity gene map: the 2005 update. In: Obesity 2005;14:529-644.).
- Oltre allo squilibrio quantitativo tra apporto e dispendio energetico, anche la qualità della dieta contribuisce, influenzando negativamente lo stato di salute delle persone. L’introduzione dei fast food ha comportato l’affermazione di uno stile alimentare caratterizzato da porzioni molto abbondanti (super-sizing) e di scarso valore nutrizionale, in linea con il principio “molto cibo a poco prezzo”. Si sta anche affermando il consumo fuori pasto di cibi altamente energetici e di bevande zuccherate con un’offerta continua di bevande (molto zuccherate o alcoliche) e alimenti (ipercalorici o ad alto contenuto di sodio) consumati senza un’effettiva necessità dell’organismo.
- Bambini e adolescenti sono una sottopopolazione particolarmente a rischio non solo di errori alimentari, ma anche di sedentarietà. Il risultato finale è un drammatico aumento della frequenza di obesità e sovrappeso in età pediatrica e giovanile e di una marcata predisposizione al mantenimento di questa condizione in età adulta, con il conseguente incremento del rischio di malattie cardiovascolari e del metabolismo (come il diabete di tipo 2 e l’ipercolesterolemia).
- Ancora da OKkio alla Salute emerge che in Italia un bambino su dieci non fa colazione e un bambino su tre fa una colazione sbilanciata in termini di carboidrati e proteine; sette bambini su dieci eccedono nella merenda di metà mattina; un bambino su quattro non assume quotidianamente frutta e verdura; quasi un bambino su due beve quotidianamente bevande zuccherate e/o gassate. Tuttavia il 36% delle madri di bambini in sovrappeso od obesi non ritiene che il proprio figlio sia in eccesso ponderale e 2 genitori su 3 di bambini in sovrappeso od obesi sembrano sottovalutare la quantità di cibo assunta dai propri figli. Inoltre, un bambino su cinque pratica sport per non più di un’ora la settimana e circa 1 madre su 2 di bambini fisicamente non attivi ritiene che il proprio figlio svolga un’attività motoria sufficiente.
- In età scolare si aggiungono poi altri comportamenti a rischio che tendono a favorire una cattiva alimentazione. Bambini e adolescenti passano molto tempo davanti alla televisione o ai videogiochi, impiegando in queste attività tempo che dovrebbe essere più utilmente dedicato all’attività fisica. Dallo schermo provengono inoltre la pubblicità e l’offerta continua di alimenti non salutari (ipercalorici e zuccherini).
- Per i bambini e gli adolescenti la famiglia e la scuola rappresentano il luogo privilegiato dove si sviluppano i modelli sugli stili di vita, alimentari e non. Il coinvolgimento della scuola e della famiglia è fondamentale per la prevenzione e il trattamento del sovrappeso e dell’obesità infantile. Le madri sono cruciali nel condizionare le scelte alimentari familiari, per il ruolo generalmente svolto nelle spese e nelle scelte relative agli alimenti e in quanto tendono a trasmettere ai figli il loro personale rapporto con il cibo.
- La scuola può contribuire in modo determinante distribuendo una merenda bilanciata a metà mattina, impostando menù salutari nelle mense scolastiche, eliminando spuntini e bevande caloriche dai distributori automatici e facendo svolgere almeno le due ore di attività motoria suggerite dal curriculum scolastico a tutti gli alunni e implementando programmi didattici ed educativi specifici.
- Comportamenti sedentari e un tempo eccessivo davanti alla televisione sono un’abitudine dannosa che riguarda anche gli adulti, per i quali ridurre le ore trascorse davanti al video si è rivelato un intervento efficace sul controllo del sovrappeso.
- Abitudini alimentari non corrette sono associate frequentemente al basso livello socioeconomico e di istruzione delle famiglie. E’ stato dimostrato che di fronte a una diminuzione del reddito si tende a tagliare sulla spesa domestica rinunciando ad alimenti salutari, ma relativamente costosi (pesce fresco, frutta e verdura fresche) a favore di altri più economici con alto contenuto di grassi saturi e sale.
- Secondo l’Atlante delle malattie cardiache e dell’ictus cerebrale pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità, l’alimentazione non corretta e la sedentarietà sono tra i maggiori responsabili (precedute solo dall’abitudine al fumo) dei 17 milioni di decessi annuali per accidenti cardio e cerebrovascolari nel mondo. C’è consenso nel ritenere che un eccesso di grassi saturi e di colesterolo e il conseguente incremento della concentrazione plasmatica della frazione a bassa densità (LDL) e la diminuzione della frazione ad alta densità (HDL), giochino un ruolo rilevante nella patogenesi della placca ateromasica. Gli acidi grassi saturi e il colesterolo sono contenuti principalmente nella carne, nei prodotti lattiero-caseari e nei loro derivati, negli oli da frittura, nelle margarine, negli insaccati. Sovrappeso e obesità amplificano a loro volta la possibilità di eventi e di mortalità cardiovascolari.
- L’alimentazione ha un ruolo rilevante anche sul rischio di cancro. La European Obesity Task Force stima che in Europa ogni anno 78 mila nuovi casi di cancro insorgono per effetto del sovrappeso. Tra le forme di cancro per le quali è stata accertata un’associazione con l’alimentazione, i tumori dello stomaco e dell’esofago possono essere favoriti soprattutto da una dieta molto ricca di carne rossa. Per alcune neoplasie del tratto gastroenterico esiste un rischio aggiuntivo di cancerogenesi determinato dall’alcol. Meno definita è l’associazione tra dieta e tumore della prostata, del rene e della vescica.
- L’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione raccomanda nelle sue Linee guida per una sana alimentazione italiana indica che in una dieta equilibrata le calorie debbano provenire per circa il 55-60% dai carboidrati, il 28-30% dai grassi, il 10-12% dalle proteine. Le calorie giornaliere devono essere introdotte per il 40% a pranzo, per il 30% a cena, per il 20% a colazione, per il 5% a metà mattina e per il 5% a metà pomeriggio.
- Per quanto riguarda i carboidrati, va raccomandato soprattutto il consumo di quelli complessi (rappresentati essenzialmente da amido contenuto in cereali, pasta riso, legumi secchi e patate e da fibre presenti in quasi tutti i prodotti vegetali), limitando l’assunzione di zuccheri semplici (glucosio, saccarosio e fruttosio alla base di dolci, merendine e snack).
- I grassi sono un elemento importante della dieta, ma ne va limitata la quantità e soprattutto vanno scelti secondo la qualità. Sempre secondo le Linee guida INRAN, della quota totale di grassi da assumere quotidianamente, circa il 25% dovrebbe spettare ai grassi essenziali insaturi, specie quelli del tipo omega-3 e omega-6 contenuti negli oli di semi e nel pesce. Vanno limitati i grassi animali saturi più ricchi di colesterolo e quelli derivati dai prodotti lattiero-caseari al restante 10%. Ci sono infatti prove che l’assunzione di grassi insaturi come l’acido oleico, linoleico e linolenico, contenuti nell’olio di oliva extra vergine, negli oli di semi e nel pesce riducono la frazione LDL del colesterolo e migliorano il profilo di rischio cardiovascolare.
- Ogni giorno l’adulto italiano assume con l’alimentazione in media circa 10 g di sale (corrispondenti a circa 4 g di sodio: 1 grammo di sale da cucina ovvero di cloruro di sodio contiene 393,4 mg di sodio), un valore di quasi dieci volte superiore a quello fisiologicamente necessario. Tra i maggiori colpevoli dell’eccesso di sale nella dieta ci sono i cibi precotti o preconfezionati. Un’alimentazione equilibrata deve infatti prevedere un’assunzione moderata di sale. L’OMS fissa la dose massima consentita di 5 g/die di sale (circa 2 g di sodio ovvero mezzo cucchiaio da cucina). Un consumo controllato di sale consentirebbe un miglior controllo dei livelli di pressione arteriosa, una riduzione del rischio cardiovascolare e dei decessi provocati da ictus e malattie coronariche.
- Nell’ambito del Progetto Cuore il Ministero della salute e i panificatori italiani hanno sottoscritto l’accordo “Poco sale per…Guadagnare Salute” per la riduzione progressiva del sale nel pane (una delle principali fonti di sodio nell’alimentazione degli italiani).
- Sempre secondo l’Atlante delle malattie cardiache e dell’ictus cerebrale, lo scarso consumo di frutta e verdura è responsabile di circa il 31% dei casi di malattia coronarica e di circa l’11% dei casi di ictus cerebrale. D’altra parte, numerosi studi hanno mostrato una correlazione positiva tra consumo di vegetali e legumi e riduzione del rischio cardio e cerebrovascolare nonché della morbilità e mortalità per queste cause e del rischio oncogeno (soprattutto tumore del colon-retto e tumore del polmone). La soglia di 400 grammi al giorno, corrispondente a circa 5 porzioni (five a day), è la quantità minima consigliata per ottenere vantaggi per la salute.
- L’effetto protettivo legato all’assunzione di frutta e verdura è legato anche alla presenza di fibra alimentare, il cui introito raccomandato, ancora dall’INRAN, è intorno ai 30 g/die, una quantità superiore a quella assunta in media in Italia. Il contenuto di fibre alimentari modula l’assorbimento di zuccheri e grassi, contribuendo al controllo dei livelli plasmatici di glucosio e lipidi e induce il raggiungimento del senso di sazietà, favorendo il controllo del peso corporeo. Infine è importante l’apporto con frutta e verdura di micronutrienti, come vitamine, sostanze antiossidanti e sali minerali.
- La dieta mediterranea è un modello nutrizionale che ben risponde ai requisiti di un’assunzione equilibrata di nutrienti. Bisogna precisare che non si tratta di uno specifico programma dietetico, ma dell’abitudine a una alimentazione ricca di vegetali, frutta, legumi, cereali, pesce e olio d’oliva consolidata dalla tradizione. La sua azione protettiva dipende dalla diminuzione significativa di gran parte dei fattori di rischio metabolico: riduzione dei trigliceridi, della resistenza all’insulina, della circonferenza addominale, dell’adiposità addominale, miglioramento della funzione endoteliale, della glicemia a digiuno e dei valori del colesterolo HDL. Le ricerche condotte sulle popolazioni che per tradizione seguono la dieta mediterranea (come quella greca, italiana, francese e spagnola) mostrano una riduzione significativa sia della mortalità totale sia della mortalità per cause cardiovascolari, un effetto preventivo sul rischio oncologico e una protezione contro il fisiologico declino delle capacità cognitive.
- Le componenti della dieta mediterranea trovano un’efficace sintesi nella piramide alimentare, recentemente aggiornata. Essa dispone, dalla base verso l’apice, gli alimenti da consumare con frequenza decrescente nella settimana (in basso i più salutari, in alto quelli con cui è bene non esagerare) e una serie di raccomandazioni nutrizionali valide per la popolazione adulta. Va sottolineato l’invito alla moderazione nell’assunzione di alcol secondo il principio dell’Organizzazione mondiale della sanità “Meno alcol è meglio”.
- La promozione di una corretta alimentazione si inquadra nel programma nazionale Guadagnare salute che si propone di migliorare lo stile di vita e quindi la salute degli italiani intervenendo su 4 fattori di rischio modificabili: fumo, alcol, sedentarietà e scorretta alimentazione. Questo programma prevede accordi trasversali con aziende alimentari, alleanze con il mondo della scuola e del lavoro, interventi sui produttori e distributori di tabacco, di bevande alcoliche e ristoratori. Si articola in interventi multisettoriali e multicomponenti che hanno valenza comunicativa, informativa ed educativa. La comunicazione è particolarmente importante per aumentare la conoscenza e la consapevolezza dei cittadini e degli operatori, attraverso messaggi semplici (per esempio, “5 al giorno”: almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno).
Sitografia
AICR, American Institute of Cancer Research (AICR)
Sul sito di questo importante organismo scientifico statunitense molte pagine trattano la relazione tra dieta e cancro. E’ presente anche una relazione sull’argomento. E’ in inglese.
CCM, Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie
Le pagine del sito del CCM dedicate ai programmi efficaci di prevenzione dell’obesità e del sovrappeso.
Epicentro
Il portale del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (CNESPS) dell’Istituto superiore di sanità presenta tra gli argomenti di salute, una sezione dedicata all’alimentazione.
Guadagnare salute
Il sito del programma nazionale “Guadagnare Salute. Rendere facili le scelte salutari” per la promozione di stili di vita sani e il contrasto ai principali fattori di rischio delle malattie cronico-degenerative di grande rilevanza epidemiologica.
Hbsc (Health Behaviour in School-aged Children)
http://www.epicentro.iss.it/focus/guadagnare_salute/pdf/Hbsc2010.pdf
I dati dello studio multicentrico promosso dall’OMS e finalizzato a raccogliere dati sui comportamenti relativi alla salute in età pre-adolescenziale (11-15 anni).
INRAN
Nel sito dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione pubblica sono disponibili le Linee guida per una sana alimentazione italiana.
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Frutta nelle scuole” è un programma pluriennale coordinato dalla Comunità europea, finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino una nutrizione maggiormente equilibrata nella fase in cui si formano le abitudini alimentari.
Okkio alla Salute
Il sistema di sorveglianza su alimentazione e attività fisica nei bambini della scuola primaria.
OMS, Organizzazione mondiale della sanità
Il sito dell’Organizzazione mondiale della sanità dedica ampio spazio e molti documenti al tema dell’alimentazione e della nutrizione. In particolare si segnalano:
- The challenge of obesity in the WHO European Region and the strategies for response (edizione e traduzione italiana: La sfida dell’obesità nella Regione europea dell’OMS e le strategie di risposta)
- Gaining Health, la strategia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie croniche (tradotta in italiano sul sito di Epicentro)
- WHO European action plan for food and nutrition policy 2007-2012. Il piano europeo della Regione europea dell’OMS sulla nutrizione
- Physical Activity and health in Europe: evidence for action, 2006. La promozione dell’attività fisica per la salute in Europa
- The Atlas of Heart Disease and Stroke, l’Atlante delle malattie cardiache e dell’ictus cerebrale pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità in collaborazione con i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, negli Stati Uniti
Osserva salute
L'Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni Italiane pubblica ogni anno un rapporto annuale di monitoraggio.
Passi (Progressi della Aziende sanitarie per la salute in Italia)
http://www.epicentro.iss.it/passi/R2010SovrappesoObesita.asp
http://www.epicentro.iss.it/passi/R2010Nutrizione.asp
Il sistema di sorveglianza per monitorare lo stato di salute della popolazione italiana adulta, attraverso la rilevazione delle abitudini, degli stili di vita e dello stato di attuazione dei programmi di intervento in atto per modificare i comportamenti a rischio.
Progetto Cuore
Il sito del Progetto Cuore ha un’ampia sezione dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari attraverso la riduzione del consumo quotidiano di sale.
Regione Toscana, Agenzia regionale di sanità
L’Agenzia regionale di sanità della Toscana in collaborazione con il CCM e l’Istituto superiore di sanità dedica una sezione del suo sito all’EBP (Evidence-based Prevention, prevenzione basata sulle prove) che contiene anche il dossier sull’efficacia degli interventi per la prevenzione dell’obesità nei bambini e negli adolescenti.
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