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"Salviamo il nostro Ssn": consultazione pubblica della Fondazione Gimbe sul 2° Rapporto

"Salviamo il nostro Ssn": consultazione pubblica della Fondazione Gimbe sul 2° Rapporto

10/07/2017 - La Fondazione Gimbe ha presentato il 2° Rapporto sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e ha aperto una consultazione pubblica sui suoi contenuti che permetterà di inviare suggerimenti, feedback e proposte sui singoli capitoli del Rapporto, oltre che riportare commenti generali. IL RAPPORTO.

La Fondazione Gimbe ha presentato Il 6 giugno scorso al Senato il 2° Rapporto sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e ha aperto una consultazione pubblica sui suoi contenuti a cui è possibile partecipare dal 18 luglio al 30 settembre andando all’indirizzo: www.rapportogimbe.it.

Il modulo online per la consultazione pubblica permetterà di inviare suggerimenti, feedback e proposte sui singoli capitoli del Rapporto, oltre che riportare commenti generali ed effettuare l’upload di file.

Nell’executive summary del rapporto, Gimbe spiega che sono diversi sono i fattori che oggi minano la sostenibilità di tutti i sistemi sanitari: il progressivo invecchiamento delle popolazioni, il costo crescente delle innovazioni, in particolare quelle farmacologiche, e il costante aumento della domanda di servizi e prestazioni da parte di cittadini e pazienti. Tuttavia, il problema della sostenibilità non è di natura squisitamente finanziaria, perché un’aumentata disponibilità di risorse non permette comunque di risolvere cinque criticità ampiamente documentate nei paesi industrializzati: l’estrema variabilità nell’utilizzo di servizi e prestazioni sanitarie; gli effetti avversi dell’eccesso di medicalizzazione; le diseguaglianze conseguenti al sotto-utilizzo di servizi e prestazioni sanitarie dall’elevato value; l’incapacità di attuare efficaci strategie di prevenzione; gli sprechi, che si annidano a tutti i livelli.

In tal senso, secondo Gimbe, il dibattito sulla sostenibilità del Ssn continua a essere affrontato in maniera distorta dalle varie categorie di stakeholder che, guardando a un orizzonte a breve termine, rimangono arenati su come reperire le risorse per mantenere lo status quo, allontanando la discussione dalle modalità con cui riorganizzare il sistema sanitario per garantirne la sopravvivenza. Per tale ragione, con il precedente Rapporto, elaborato dopo tre anni di studi, consultazioni e analisi indipendenti nell’ambito della campagna #salviamoSSN, la Fondazione Gimbe ha scelto di affrontare la sostenibilità del Ssn in una prospettiva decennale, arco temporale sufficiente a mettere in campo gli interventi necessari per fronteggiare la crisi.

Il 2° Rapporto Gimbe sulla sostenibilità del Ssn, tenendo conto dei preziosi feedback ricevuti in occasione della consultazione pubblica e di leggi e azioni politiche degli ultimi 12 mesi, fotografa innanzitutto tutte le fonti di finanziamento del Ssn: spesa pubblica, spesa privata (intermediata e out-of-pocket), con focus su compartecipazioni alla spesa sanitaria, addizionali regionali IRPEF e detrazioni fiscali per spese mediche.

Il Rapporto analizza quindi in maniera dettagliata le quattro criticità che condizionano la sostenibilità del SSN: definanziamento pubblico, nuovi Lea, sprechi e inefficienze e ipotrofia della spesa privata intermediata, e propone le relative soluzioni.

La rivalutazione della prognosi del Ssn al 2025 conferma che la cifra necessaria per garantirne la sostenibilità richiede anzitutto l’esplicita volontà di rimettere al centro dell’agenda politica la sanità pubblica e, più in generale, il sistema di welfare, sintonizzando programmazione finanziaria e sanitaria sull’obiettivo prioritario di salvaguardare la più grande conquista sociale dei cittadini italiani: un servizio sanitario pubblico equo e universalistico da garantire alle future generazioni.

Escludendo a priori un disegno occulto di smantellamento e privatizzazione del Ssn, la Fondazione GIMBE suggerisce un “piano di salvataggio” del Ssn attraverso sei azioni fondamentali:

·         offrire ragionevoli certezze sulle risorse destinate al Ssn, mettendo fine alle annuali revisioni al ribasso rispetto alle previsioni e soprattutto con un graduale rilancio del finanziamento pubblico;

·         rimodulare i Lea sotto il segno del value, per garantire a tutti i cittadini servizi e prestazioni sanitarie ad elevato value, destinando quelle dal basso value alla spesa privata e impedendo l’erogazione di prestazioni dal value negativo;

·         ridefinire i criteri della compartecipazione alla spesa sanitaria e le detrazioni per spese sanitarie a fini IRPEF, tenendo conto anche del value delle prestazioni sanitarie;

·         attuare al più presto un riordino legislativo della sanità integrativa;

·         avviare un piano nazionale di prevenzione e riduzione degli sprechi, al fine di disinvestire e riallocare almeno 1 dei 2 euro sprecati ogni 10 spesi;

·         mettere sempre la salute al centro di tutte le decisioni (health in all policies), in particolare di quelle che coinvolgono lo sviluppo economico del Paese, per evitare che domani la sanità paghi “con gli interessi” quello che oggi appare una grande conquista.

In assenza di un piano politico di tale portata, secondo Gimbe la graduale trasformazione verso un sistema sanitario misto sarà inesorabile e consegnerà definitivamente alla storia il nostro tanto decantato e invidiato sistema di welfare. Ma, se anche questa sarà la strada, la politica – conclude Gimbe - non potrà esimersi dal giocare un ruolo attivo, avviando una rigorosa governance della delicata fase di transizione con il fine di proteggere le fasce più deboli e di ridurre al minimo le diseguaglianze.

 

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