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Responsabilità professionale: il Ddl prosegua il suo iter

Responsabilità professionale: il Ddl prosegua il suo iter

27/12/2016 - Un atto dovuto verso i cittadini  e per la tutela dei professionisti. Mangiacavalli sottolinea la necessità di non “bloccare” l’iter del Ddl che tra crisi di Governo e pausa di fine anno rischia un  ulteriore ritardo sulla sua tabella di marcia

“La conversione in legge del disegno di legge sulla sicurezza delle cure e la responsabilità professionale non è solo un atto dovuto verso i cittadini altrimenti costretti ad affrontare situazioni spesso difficili per la tutela dei diritti che sottintendono le loro condizioni di salute, ma anche per la tutela dei professionisti che altrimenti restano bersaglio facile di speculazioni e di procedure che spesso con le reali responsabilità hanno poco a che fare”.

Il presidente Ipasvi, Barbara Mangiacavalli, sottolinea la necessità di non “bloccare” l’iter del Ddl che tra crisi di Governo e pausa di fine anno rischia un  ulteriore ritardo sulla sua tabella di marcia.

“Nonostante gli aggiustamenti ancora possibili – sottolinea Mangiacavalli -  il testo riconosce alle professioni sanitarie quel livello di responsabilità che negli ultimi tempi anche la Magistratura spesso gli attribuisce e questo per noi è un passo avanti importante nella crescita della professione: l'obiettivo è lavorare per il nostro sistema, per i nostri cittadini. Lavorare nel rispetto dei ruoli, della dignità professionale e dei contenuti. Lavorare in maniera sicura e appropriata e per farlo la cornice è anche quella dell’importantissimo capitolo sulla responsabilità. 

La nostra professione è in continua crescita e il suo sviluppo sarà ancora maggiore tra poco, con i nuovi contratti e con gli accordi in cui saranno previste funzioni sempre più manageriali all’interno delle strutture di ricovero e sul territorio, l’accreditamento professionale degli infermieri, la responsabilità professionale. Tutto questo tenuto conto anche delle recenti pronunce giurisprudenziali che aprono nuovi orizzonti e, quindi, richiedono una nuova preparazione e formazione, a livello di capacità di controllo e valutazione delle prestazioni da parte degli infermieri”. 

In questo senso secondo Mangiacavalli una nuova norma è indispensabile e con il Ddl andrebbe solo definitivamente approvata, “mentre rischia dopo la pausa forzata e la ripresa tardiva d’inizio anno dell’attività parlamentare di finire ancora una volta in un pericoloso stand by”. 

Mangiacavalli sottolinea l’opportunità di non far finire il Ddl nel dimenticatoio legato alle crisi politiche: “Speriamo solo che ora la politica ascolti davvero chi la sanità la vive tutti i giorni sulla sua pelle e nell’interesse primario non solo dei professionisti, ma dei cittadini. D’altra parte aver corretto lo stesso titolo del disegno di legge che inizialmente faceva riferimento alla sola responsabilità professionale e ora parla anche di sicurezza delle cure, come richiesto anche dalle associazioni dei cittadini, rende evidente che al centro dell’attenzione è il paziente”.

E in questo senso va la petizione promossa da Riccardo Tartaglia, responsabile Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza del Paziente della Regione Toscana, per sollecitare una rapida approvazione del Ddl “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, già approvato dalla Camera ed ora all'esame del Senato.

Ecco il testo:

Illustre on. Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio
Illustre sen. Piero Grasso, presidente del Senato
Illustre on. Laura Boldrini, presidente della Camera

Il DDL sulla sicurezza delle cure e la responsabilità professionale è ormai a un passo dalla sua approvazione.  Si tratta di una norma troppo importante per il nostro Paese che non può correre il rischio di essere  rimandata. 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che 
un paziente su dieci subisce un danno a seguito delle cure

Ritardare l'approvazione di una legge che introduce regole precise sull'applicazione di protocolli, buone pratiche, linee guida per "salvare vite umane" sarebbe un fatto grave.

 

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