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Regioni al lavoro sul nuovo Patto per la salute
28/01/2012 - Tra le ipotesi, una rimodulazione di ticket ed esenzioni e un nuovo modello di cure primarie. Le preoccupazioni dei governatori per i tagli ai fondi.
Ridefinizione dei criteri per le compartecipazioni alle spese per le prestazioni sanitarie e delle esenzioni (in rapporto al reddito, per esempio); riorganizzazione della rete ospedaliera, con una riduzione dello standard a 3,5 posti letto (compreso lo 0,5 per la riabilitazione); un nuovo modello di cure primarie attraverso la realizzazione di strutture territoriali (anche riconvertendo i piccoli ospedali) dotate di strumentazioni per la diagnostica, nelle quali siano presenti medici, infermieri e consulenti; abbassamento dell'età pediatrica a 6 anni e trasferimento dei bambini di età superiore ai medici di medicina generale.
C'è tutto questo – e altro ancora – nelle diverse bozze del nuovo Patto per la salute 2013- 2015 che sono circolate in questi giorni e sulle quali stanno lavorando le Commissione Sanità e Bilancio della Conferenza delle Regioni e gli stessi governatori con i loro assessori competenti.
Gli indirizzi che saranno proposti dalla Conferenza delle Regioni per il nuovo Patto per la salute scaturiranno esclusivamente dal confronto politico in questa sede, ha sostenuto il presidente della Conferenza, Vasco Errani, precisando che le diverse ipotesi tecniche fin qui circolate non sono state ancora discusse né vagliate.
Di certo c'è che i governatori sono preoccupati dalla riduzione dei fondi che, tra inflazione e tagli, potrebbero arrivare a 17 miliardi tra il 2011 e il 2014: «Siamo determinati ad affrontare le questioni che riguardano la qualità dei servizi, l'appropriatezza, la riorganizzazione e la rigualificazione – ha assicurato Errani - ma siamo convinti che ciò che prevede la manovra, con il taglio di 8 miliardi di euro, sia insostenibile per raggiungere questi obiettivi: vogliamo raggiungere una intesa con il Governo».
Del Patto per la salute e del riparto del Fondo sanitario 2012 (108,780 miliardi) si tornerà a parlare tra i presidenti delle Regioni l'8 e il 9 febbraio prossimi; nel frattempo proseguirà il lavoro di commissioni e tecnici.
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