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Videochat del 26-06-2013

Per la prima volta gli infermieri conoscono un fenomeno che fino a poco tempo fa non li aveva toccati: quello dell’occupazione. Diversamente da quanto accadeva fino a ieri, infatti, chi esce oggi dai corsi di laurea non ha più la garanzia di trovare subito un impiego, nonostante quella dell’infermiere sia ancora una tra le professioni che in Italia offrono più chances lavorative. Non è certo per caso, quindi, che proprio il tema dell’occupazione abbia preso buona parte dell’intervista della presidente Annalisa Silvestro con Paolo Del Bufalo, giornalista del Sole24Ore, nella Linea diretta andata in onda in streaming mercoledì 26 luglio.
Per Silvestro, però, quella che qualcuno ha pensato di dare al problema, cioè restringere gli accessi ai corsi di laurea, non è affatto la risposta giusta al problema occupazionale, anche se all’apparenza sembra quella di maggior buon senso.
Per la presidente della Federazione, infatti, la maggior difficoltà di accesso al lavoro non è affatto da ricondurre a una presunta “saturazione” del mercato: «La stasi occupazionale per noi infermieri è una novità – ha detto rispondendo a Del Bufalo – ma non è determinata da una minore richiesta sul mercato della nostra professionalità, quanto da vincoli di bilancio imposti alle Regioni, specie quelle soggette a Piani di rientro». I tagli alla Sanità imposti dal risanamento dei conti pubblici, con il blocco delle assunzioni, del turn over e dei rinnovi contrattuali hanno infatti obbligato le amministrazioni a riconsiderare l’organizzazione del lavoro e a stringere le assunzioni. Insomma, è la crisi economica a determinare la stasi occupazionale, non la condizione del mercato del lavoro che, anzi, richiederebbe una maggior presenza della professione infermieristica, non solo nel settore pubblico ma anche in quello privato. «Per questo – ha precisato dunque la presidente – ritengo che non si possa che invertire questa tendenza degli ultimi anni, anche grazie ai conti che stanno ritornando alla normalità».
Ecco perché, ha aggiunto Silvestro, limitare il numero dei posti disponibili nei corsi di laurea sarebbe un errore: «So che può sembrare un controsenso continuare a “sfornare” migliaia di nuovi infermieri in un momento di crisi come questo – ha spiegato – ma non dobbiamo nemmeno essere miopi adesso e magari dover cercare infermieri dall'estero per le future esigenze del nostro Paese nel prossimo decennio».
 
Nell’attesa che gli sforzi per uscire dalla difficile contingenza economica internazionale diano i frutti auspicati, non è però pensabile rimanere inerti, ma, anzi, è indispensabile cercare e trovare soluzioni che permettano di limitare i danni quanto più è possibile. Un modello positivo, in questo senso, può essere per esempio la proposta di legge regionale presentata in Piemonte dal consigliere Nino Boeti, alla cui stesura hanno contribuito anche la presidente del Collegio Ipasvi di Torino, Maria Adele Schirru, e la stessa presidente nazionale della Federazione. «Il patto generazionale che abbiamo presentato in Piemonte – ha spiegato Silvestro a Del Bufalo – è un esempio di integrazione graduale di nuova forza lavoro, sotto la supervisione dell'infermiere senior che si avvia al pensionamento. Un modello certamente da riproporre anche a livello nazionale». (Per approfondire: http://www.ipasvi.it/attualita/per-un-patto-tra-generazioni-id925.htm).
 
Peraltro, ha sottolineato Silvestro nella diretta streaming, «è chiaro ormai a tutti che badare solo al contenimento della spesa non risolve i nostri problemi di sistema» e che «la prevenzione, così fondamentale per il futuro del Ssn e per garantire risparmi nel lungo periodo, è un aspetto che non può prescindere dalla professione infermieristica». Perciò «la nostra sfida professionale è la crescente specializzazione – ha sottolineato la presidente – l'approfondimento della disciplina infermieristica, con la possibilità di incidere maggiormente sul “Sistema salute” del Paese, in un'ottica di crescita complessiva e non di invasione di campo».

Un segnale positivo e di buon auspicio sulla possibilità di superare vecchi, dannosi steccati tra le professioni, ha osservato la presidente Ipasvi, viene dal Parlamento: «È possibile lavorare bene insieme ai rappresentanti delle altre professioni sanitarie – ha assicurato Silvestro – e lo dimostra l'esperienza che sto vivendo in Senato, dove il senatore Amedeo Bianco, presidente della Fnomceo, ha sottoscritto la proposta di legge per il riordino della disciplina degli Ordini». (Per approfondire: http://www.ipasvi.it/attualita/riordino-della-disciplina-delle-professioni-sanitarie-presentato-un-disegno-di-legge-id920.htm

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