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Videochat del 03-10-2012

Decreto Balduzzi, assistenza territoriale, percorsi formativi e di aggiornamento, riconoscimento – anche contrattuale – delle peculiarità professionali, ampliamento delle competenze, ridiscussione degli esiti del tavolo tecnico al ministero della Salute, tensioni in numerose strutture sanitarie costrette a riduzioni di bilancio.
 
È stata un'intervista con un orizzonte molto ampio quella che, nel tardo pomeriggio di mercoledì 3 ottobre, ha visto la presidente Annalisa Silvestro rispondere alle questioni poste da Cesare Fassari, direttore di Quotidiano Sanità.
 
Il decreto Balduzzi, per cominciare, che la presidente Silvestro (fresca reduce da un incontro proprio con il ministro della Salute) ha detto di ritenere piuttosto deludente, tanto più considerando che ben altre erano le aspettative, anche alla luce di certe dichiarazioni del ministro.
Nel provvedimento, ha detto Silvestro, si reiterano invece una serie di intenzioni, ma senza adottare concrete misure coerenti. Pressoché impossibile, perciò, che possa decollare l'assistenza territoriale, uno degli obiettivi dichiarati del decreto. Si continua a ragionare secondo schemi mentali e culturali vecchi che si riferiscono soltanto alla figura del medico: non si ha il coraggio di superare paradigmi organizzativi ormai desueti e inefficaci. Così si continua a mantenere “invisibile” - e come si fa a non pensare “volutamente” - la figura dell'infermiere. La questione è stata argomento dell'incontro con il ministro, che si è impegnato in proposito.
Ma, ha detto Silvestro, la cosa migliore sarebbe riscrivere completamente l'intero articolo 1 del decreto.

Altro punto dolente: l'andamento del tavolo tecnico del ministero della Salute.
In proposito, ha chiesto Fassari, c'è il rischio che a livello centrale venga partorito un “nuovo mansionario”, nel tentativo di indicare in maniera troppo puntuale il “chi fa che cosa” in Sanità?
La nostra professione, è stata la risposta di Silvestro, è stata coinvolta in ritardo dal tavolo tecnico e il lavoro fatto fino ad allora è stato molto deludente: una bozza di documento non condivisibile, che non va bene così com'è, che la Federazione non condivide.

Non c'è bisogno di una elencazione di quello che l'infermiere può o non può fare, ha detto Silvestro, quanto piuttosto del riconoscimento delle competenze già agite e di uno sviluppo verso competenze specialistiche. il metodo di lavoro va modificato: non si può minimizzare a un qualche colloquio il contributo della professione infermieristica che, fra l'altro deve essere valorizzata anche dal punto di vista economico. La richiesta, perciò, è che il documento abbozzato al tavolo tecnico venga ridiscusso in una prospettiva che veda sia il ministero sia le Regioni riconoscere, la necessità del coinvolgimento della Federazione Ipasvi e la necessità di una riflessione anche contrattuale sul ruolo e funzioni degli infermieri.

Ruolo e funzioni che tendono ad ampliarsi sempre più, ha sottolineato Fassari, tanto da indurre una sorta di “rigetto” della classe medica, preoccupata di perdere le proprie prerogative.
Ma gli infermieri, ha rilevato Silvestro, operano sostanzialmente in due grandi aree: una, collaborativa con il medico, che è quella più conosciuta; l'altra in cui l'infermiere si esprime autonomamente ed in cui si stanno approfondendo e ampliando le competenze specifiche: la rilevazione dei bisogni del paziente, le modalità migliori di risposta, il counseling, il supporto, la continuità delle cure.
Nessuna “invasione di campo”, dunque.

Tutto questo, però, ha sottolineato la presidente - che è conseguente all'upgrading formativo - richiede un ulteriore impegno nella formazione che attualmente soffre di “incrostazioni” determinate da vecchi schemi culturali: è ora, invece, che anche alla formazione dell'infermiere venga riconosciuta una specificità che non può essere confusa – né, tanto meno, subordinata con quella medica. Ed è per questo che, anche a livello accademico, è indispensabile che aumenti significativamente il numero di professori infermieri.

Proprio in questa logica, un contributo importante al percorso di crescita culturale della professione, la Federazione, ha preannunciato la presidente, garantirà l'accesso gratuito per tutti i 420 mila infermieri a Ebsco/Cinahl, il database che raccoglie la maggior parte della letteratura scientifica infermieristica internazionale.
 
Uno sguardo, infine, alle situazioni di crisi che si sono determinate in diverse strutture sanitarie del Paese. Nessuna intenzione di “invadere” competenze proprie del sindacato e grande rispetto per il suo ruolo. Ma la situazione, ha rilevato Silvestro, si va facendo sempre più difficile, pesante, drammatica in una logica di “tagli lineari” che sta determinando grandi sofferenze e, in taluni casi, anche rabbia per come le diverse criticità vengono gestite. La Federazione vigilerà su queste situazioni e, se e quando necessario, interverrà. Non tanto nei singoli e specifici aspetti, quanto, ha precisato infine Silvestro, per sostenere interventi che siano rispettosi della tutela sia dei pazienti sia della professionalità degli infermieri coinvolti.
 
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