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La sigla del Congresso Ipasvi 2018 affidata a un infermiere

La sigla del Congresso Ipasvi 2018 affidata a un infermiere

04/12/2017 - Filippo Martelli, dalla Ausl Toscana all'Auditorium di Roma con la Oversea Orchestra. Sua la firma della colonna sonora dell'evento in programma dal 5 al 7 marzo.

Musicista, direttore della Oversea Orchestra, ma prima di tutto infermiere e iscritto Ipasvi, Filippo Martelli, in forze al Laboratorio di Tossicologia Clinica e Antidoping della Usl Toscana Centro.
Un pianista, per la precisione, che, tra un turno e l'altro, si è seduto al suo strumento ed ha composto la sigla ufficiale del Congresso Ipasvi 2018.
La colonna sonora che accompagnerà le tre giornate di lavori in programma a Roma dal 5 al 7 marzo prossimi. Scopriamo meglio chi è.

Filippo Martelli, si definisce più un infermiere musicista o un musicista infermiere?
"Sinceramente, la carriera musicale mi ha accompagnato per tutta la vita e continua farlo. Devo ammettere che le competenze che ho in campo musicale superano di gran lunga quelle infermieristiche, per quanto mi dedichi al mio lavoro, ogni giorno, con la stessa passione. Credo, comunque, si tratti di due professioni che, da un punto di vista del 'sentire', direi da un punto di vista emozionale, si somigliano molto e mi ritengo assai fortunato ad aver avuto l’opportunità di potermi occupare di entrambe. Certo, il lavoro musicale, negli anni, si è ridotto in termini di frequenza; ma quello infermieristico, altrettanto importante ed utile per tante persone, è motivo, per me, di enorme soddisfazione. Sono convinto che quanti riescano a esercitare professioni diverse, ma che necessitano di una vera vocazione, siano da ritenersi fortunati e, pertanto, vi si debbano dedicare ancora con più convinzione. Io sono un infermiere e un musicista. E me ne vanto!".
Si è meravigliato che i vertici della Federazione abbiano preferito rivolgersi a Lei e non ad un musicista a tutto tondo per creare la sigla ufficiale del Congresso nazionale Ipasvi?
"Francamente non me l'aspettavo! Ma, ovviamente, ne sono lusingato ed onorato. Credo che la scelta di affidare la parte musicale ad un musicista che fa parte anche del mondo infermieristico sia giusta e coerente in relazione al nostro Congresso. È bello che ci sia la possibilità di mettere in evidenza anche altre peculiarità di quanti vivono della professione infermieristica. Penso sia importante mettere a disposizione se stessi e quello che sappiamo fare oltre la professione specifica: si tratta di un arricchimento reciproco importante. Che poi abbiano fatto bene ad affidare proprio a me il mandato musicale è un’altra questione! Ma non spetta a me giudicare: per ora, mi sembrano tutti soddisfatti dei primi provini e perciò sono contento ed orgoglioso. Io posso solo dire di aver dato il massimo, mettendo in campo più il mio curriculum musicale che quello infermieristico. Ma, per l'occasione, era ciò che mi veniva richiesto".
A cosa si è ispirato per comporre la colonna sonora del Congresso 2018? E' stata una gestazione lenta o l'ha scritta di getto?
"L’ispirazione è nata via via, componendo vari brani che ho sottoposto all’esame dei vertici della Federazione, cercando di mettere assieme l' esperienza personale e i suggerimenti e le preferenze che mi venivano sottoposte. Credo sia importante, quando si compone, tenere alto l’ascolto degli altri e le loro esigenze, riuscendo a far convivere le tue emozioni con quelle degli altri: questa, credo, sia la base per fare un buon lavoro sempre, in tutti i campi. Mi è stato d’aiuto ascoltare cose fatte prima e la mia passione smisurata per compositori come John Williams o Alan Silvestri (autori di colonne sonore di film assai noti, ndr) a cui mi ispiro da sempre quando mi capita di dover comporre dei nuovi brani".
Quando è nata e qual è il "credo" della Oversea Orchestra?
"L’orchestra nasce nel 2001 ed ha come scopo principale quello di lavorare per i maggiori artisti italiani: all’inizio, abbiamo affiancato Marco Masini, Raf, Laura Pausini, Irene Grandi, Anna Oxa. Poi, via via, anche Dolcenera, i Pooh, Fabrizio Moro e Alessandra Amoroso. Senza contare le mie due direzioni al Festival di Sanremo, nel 2005 e 2009. Intanto, con l'Oversea Orchestra abbiamo ideato il progetto “Rock in Classic” dove proponiamo i brani rock più famosi, dai Beatles ad oggi, in chiave rigorosamente classica, senza l’ausilio di batteria o chitarre elettriche e tastiere. Un progetto unico in Europa dove spesso si ascolta, invece, la musica classica in chiave rock. Purtroppo, negli ultimi anni, le risicate risorse messe a disposizione dagli enti pubblici, hanno ridotto la nostra attività concertistica, ma noi teniamo duro!".
Crede che la sigla del Congresso piacerà ai colleghi presenti? Insomma, usciranno dall'Auditorium fischiettando il suo tema principale?
"Secondo me, il motivo conduttore del tema principale è semplice ed orecchiabile. Non so se sarà una hit, ma chi può dirlo? Certo, me lo auguro di cuore. Io ce l’ho messa tutta perché chi prenderà parte al Congresso si senta orgoglioso della professione e perché questa sia un'occasione di felicità per tutti!".​

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