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La “pillola”: se non ci fosse stata quell'infermiera...

La “pillola”: se non ci fosse stata quell'infermiera...

30/01/2012 - In cinquant'anni la contraccezione ormonale ha cambiato profondamente molti tratti della società. Tutto cominciò per l'insistenza di una collega. 

È il 1950: Margaret Sanger, l'allora settantunenne infermiera fondatrice della Planned Parenthood Federation of America, incontra il biochimico Gregory Pincus e lo convince della necessità della contraccezione orale. Margaret riesce a raccogliere 50 mila dollari per cominciare la ricerca. Dieci anni dopo, nel 1960, nasce la “pillola” per antonomasia, la pillola contraccettiva, che viene messa in commercio negli Stati Uniti. Un anno più tardi, il 10 giugno 1961, la Schering di Berlino introduce sul mercato il primo contraccettivo orale disponibile in Europa. In Italia la pillola arriva nel 1965, ma è autorizzata solo per regolarizzare i flussi mestruali e per le donne sposate; diventerà legale soltanto nel 1971, anno nel quale la Corte costituzionale abroga l'articolo 533 del Codice penale, che vietava la contraccezione nel nostro Paese.
Da quando è nata, la pillola ha suscitato un costante dibattito etico e scientifico: le sono state attribuite numerose virtù e altrettanti potenziali pericoli.

Eppure moltissime donne europee non sanno ancora come funziona. Dell'argomento si è parlato nei giorni scorsi proprio a Berlino, in un meeting promosso da Bayer (che nel frattempo si è fusa con Schering) durante il quale è stato illustrata una ricerca condotta in Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Romania, da poco pubblicata sulla rivista Contraception, che rivela che, a prescindere dal livello culturale, nelle donne la conoscenza della pillola contraccettiva è davvero scarsa: solo il 2% di quelle intervistate, infatti, ha mostrato di sapere come funziona. Eppure, in questi cinque decenni più di 100 milioni di donne l'hanno utilizzata e, secondo i più recenti dati delle Nazioni Unite (rapporto World Contraceptive Use 2011) nel mondo oggi utilizza la pillola in media l’8,8% delle donne; in Europa il 21,4%. Tra i Paesi in cui si usa di più vi sono il Portogallo (58,9%), la Germania (52,6%), l’Algeria (45,9%), il Belgio (44,8%) e la Francia (41,5%). L’Italia, con il 14,2% (16,2% è il dato relativo all’utilizzo della contraccezione ormonale), è ferma agli stessi livelli di Tunisia (14,5%), Botswana (14,3%) e Iraq (14,6%). Negli Stati Uniti la media è del 16,3%: si tratta di uno dei Paesi sviluppati con il più alto numero di gravidanze nelle teenager (400 mila nel 2009). Un recente rapporto del Centers for Disease Control and Prevention ha rilevato che il 50.1% delle ragazze dai 15 ai 19 anni che hanno avuto una gravidanza indesiderata negli Usa non utilizzava contraccettivi.  

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