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Infermiere di bordo, parte il censimento dei professionisti abilitati all'imbarco

Infermiere di bordo, parte il censimento dei professionisti abilitati all'imbarco

07/08/2012 - La Federazione Ipasvi, in collaborazione con il ministero della Salute, ha chiesto a tutti i Collegi provinciali una ricognizione sui colleghi in possesso di libretto di navigazione. Lo scopo è di prevedere la nuova figura in un’apposita normativa.

È in arrivo un vero e proprio censimento degli infermieri italiani. In questi giorni, la Federazione nazionale Ipasvi sta inviando a tutti i Collegi provinciali una richiesta di verifica urgente sul personale infermieristico in possesso del libretto di navigazione, quindi abilitato ad imbarcarsi quale ‘Infermiere di bordo’. Lo scopo è di prevedere per tale figura un'apposita normativa e pervenire quindi alla predisposizione di un Albo degli infermieri abilitati, gestito dal Ministero della Salute, come avviene da tempo per i medici.

Attualmente, infatti, non esiste alcun elenco pubblico, consultabile dalle istituzioni o dalle compagnie di navigazione, per ricercare personale infermieristico da impiegare a bordo di navi passeggeri nazionali, che sono per legge sotto la vigilanza della Direzione generale della prevenzione. L'intenzione è di realizzare un vero e proprio database dei professionisti sanitari abilitati all’imbarco. Tale iniziativa, tra l’altro, consentirebbe una migliore attività di vigilanza in merito al possibile impiego su navi italiane di infermieri non in possesso dei necessari titoli o addirittura non iscritti all’Albo, anche perché provenienti da altre nazioni.

Con l'approvazione del regolamento sulla sanità marittima (Regio Decreto n. 636 del 29 settembre 1895, seguito dal Regio Decreto n. 178 del 20 maggio 1897) l’Italia dette alla luce, più di un secolo fa, il primo modello di struttura sanitaria a bordo di navi passeggeri, in grado di funzionare da "posto di pronto soccorso", oltre che da infermeria con posti letto autonomi, vero punto di riferimento nella gestione delle emergenze mediche, chirurgiche ed ostetriche verificatesi lontano dalla terraferma.
Tali decreti costituiscono ancor oggi la base normativa, seppur datata ed in parte aggiornata ed integrata in seguito, che regolamenta il servizio medico di bordo sulle navi, italiane o straniere, che effettuano viaggi da o verso porti dello Stato.
Precedentemente, solo “i piroscafi nazionali od esteri destinati al trasporto dei passeggeri per viaggi di lunga navigazione” ove il numero degli imbarcati superasse i 150 dovevano dotarsi di medico di bordo. Successivamente, con l'entrata in vigore del Decreto ministeriale. 20 giugno 1986, il servizio medico di bordo è diventato obbligatorio anche sulle navi della marina mercantile italiana, addette alla navigazione nel mare Mediterraneo, che siano: navi maggiori destinate al servizio pubblico di crociera; navi traghetto, abilitate al trasporto di 500 o più passeggeri, in servizio pubblico di linea la cui durata, tra scalo e scalo, sia pari o superiore a 6 ore di navigazione.

Periodicamente viene bandito un concorso pubblico, per esami, utile al conseguimento dell'abilitazione a medico di bordo.
Ora, questo stesso percorso viene per la prima volta delineato anche per gli infermieri italiani iscritti all’Albo nazionale.

Per maggiori informazioni, i professionisti interessati possono rivolgersi al proprio Collegio di appartenenza oppure:

  • contattare direttamente gli Uffici Gente di mare della Capitaneria di Porto territorialmente competente con il luogo di residenza,
  • oppure (opportunità da preferire) visitare preventivamente il sito internet del Comando generale delle Capitanerie di Porto www.guardiacostiera.it/index.cfm : (a) cliccare in alto a destra della HP su Capitaneria di Porto - (b) scegliere la Capitaneria di Porto di interesse - (c) cliccare, quindi, su Gente di Mare e scaricare i documenti e i moduli disponibili per la domanda.

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