IPASVI / ATTUALITA' / Fvg, infermiere di comunità filtro ad accessi al Pronto soccorso

Fvg, infermiere di comunità filtro ad accessi al Pronto soccorso

Fvg, infermiere di comunità filtro ad accessi al Pronto soccorso

18/03/2012 - Parla il presidente della Regione, Tondo: "Dimostrata la capacità di questa figura di ridurre gli accessi, nonché quale filtro efficace ai ricoveri ospedalieri".

"Nell'ottica del riassetto della sanità in Friuli Venezia Giulia e dell'obiettivo di rafforzare i servizi sul territorio, va progressivamente ampliato il modello dell'infermiere di comunità, per la dimostrata capacità di questa figura di ridurre gli accessi al pronto soccorso, nonché quale filtro efficace ai ricoveri ospedalieri".

Lo afferma il presidente della Regione, Renzo Tondo, nella sua veste di Assessore alla salute, commentando i positivi risultati della sperimentazione di questa modalità di assistenza infermieristica territoriale, avviata  a partire dal 2001 nell'ambito dei Distretti dell'Azienda per i servizi sanitari  "Bassa Friulana".

Nel triennio 2009 – 2011 si è evidenziata una diminuzione del 18,3 per cento degli accessi per codici bianchi ai Pronto soccorso dei due ospedali dell’Azienda. Il presidente Tondo rileva come, la presenza dell'infermiere di comunità quale punto di riferimento preciso e costante per i cittadini riduce il ricorso all'ospedale. Le persone più fragili, perché malate croniche o semplicemente anziane, sono tenute sotto controllo nel lungo termine. In questo modo l'infermiere può rilevare precocemente eventuali segni di aggravamento di una patologia e allertare il medico di famiglia.

"E' un brillante esempio di medicina e assistenza d’iniziativa centrata non più sull'ospedale ma sui servizi territoriali più vicini alle esigenze e ai bisogni socio-sanitari della popolazione": dunque l'infermiere di comunità come promotore della continuità assistenziale e dell'integrazione socio-sanitaria, in collaborazione con tutti i professionisti e gli operatori del territorio e come elemento chiave nella presa in carico dei pazienti dimessi dall'ospedale, in stretto rapporto con i medici di famiglia e con gli assistenti sociali dei Comuni, secondo una logica multiprofessionale.
Insomma un professionista che, conclude il presidente Tondo, può dare risposte efficaci ad alcuni degli obiettivi che la Regione si è data per modernizzare e rendere più omogenei i servizi sanitari e sociali: rafforzamento dei servizi territoriali, presa in carico integrata delle persone con malattie croniche e disabilità, potenziamento degli interventi domiciliari, ricorso all'ospedale solo per vere emergenze e patologie acute. 

Stampa
Condividi su:
Formazione a distanza

Infermieri per la salute - Consigli, regole e informazioni utili al servizio del cittadino

Amministrazione trasparente

PEC P.A.

Ministero della Salute

L'INFERMIERE - Rivista online

Linea diretta con la Presidente

Rassegna stampa