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Dispositivi medici, più di 11 milioni di italiani li usano tutti i giorni

Dispositivi medici, più di 11 milioni di italiani li usano tutti i giorni

04/05/2012 - Nella diagnostica per immagini è boom del privato: tempi di attesa ridotti a una quarto rispetto al pubblico; ma con costi triplicati. Indagine Censis-Assobiomedica. 

Sono 11,2 milioni gli italiani che usano tutti i giorni almeno un dispositivo medico: 6,3 milioni utilizzano tutori, plantari, busti ortopedici, ginocchiere; 2,3 milioni il glucometro; un milione e mezzo ausili per la mobilità personale, come stampelle, deambulatori, carrozzine, sollevatori per alzarsi dal letto; 1,3 milioni convivono con impianti per la cardiostimolazione, come il pacemaker: un milione utilizza apparecchi e protesi acustiche di vario tipo.
Sono alcuni dati della ricerca realizzata dal Censis e presentata il 3 maggio in un convegno a Roma.
 
Dall'indagine risulta anche che nel 2011 più di 2 milioni le persone, grazie a un accertamento diagnostico eseguito tramite la Tac, la risonanza magnetica, l’ecografia, la mammografia o un test di laboratorio, hanno scoperto di essere affette da una patologia grave, potenzialmente mortale, riuscendo così a curarsi per tempo.
E anche se questo ha reso oltre 40 miliardi in termini di produttività, è altrettanto vero che i costi si sono progressivamente spostati sulle tasche dei cittadini. Infatti, nel periodo 2005-2011 è triplicata la percentuale di coloro che hanno effettuato nel corso dell’anno accertamenti di diagnostica per immagini in strutture private a pagamento intero. Si è passati dal 5,6% del totale delle persone che hanno eseguito accertamenti nel 2005 a oltre il 18% nel 2011. La ragione è intuitiva: nel pubblico le liste d’attesa sono troppo lunghe; in media occorrono 58 giorni contro i 38 nelle strutture private convenzionate e i 15 giorni appena delle strutture private. In sostanza, se ci si accolla il pagamento per intero dell'esame, il tempo d’attesa è un quarto rispetto al pubblico, mentre i costi sono più del triplo.

Eppure quasi un italiano su sei pensa che contenere la spesa sanitaria acquistando prodotti medicali al prezzo più basso determini seri rischi per la salute: il 44% ritiene che stia già accadendo, il 14% che avverrà in un prossimo futuro. Al contrario, il 74% degli italiani considera i soldi pubblici spesi per acquistare tecnologie medicali come un investimento utile e non come un costo da tagliare. 

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