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Cure palliative, l'impegno degli infermieri in vista della Conferenza di consenso

Cure palliative, l'impegno degli infermieri in vista della Conferenza di consenso

08/06/2017 - L'evento, promosso dall'associazione APRIRE, vede coinvolta la Federazione nel Panel Giuria e molto Infermieri esperti nel Comitato tecnico scientifico. 

Procedono spediti i lavori del Comitato tecnico scientifico in preparazione della Conferenza di consenso: “La cura nelle fasi terminali della vita nel grande anziano. Cure palliative e accompagnamento a domicilio, nelle residenze per anziani e in hospice” che sarà celebrata nel mese di ottobre 2018. L'evento è promosso e finanziato dall'associazione APRIRE - Assistenza PRimaria In REte - Salute a Km 0. 

Si è inoltre costituito il Panel Giuria, all’interno del quale la Federazione nazionale Ipasvi avrà il compito di esaminare, correggere, integrare ed, infine, approvare il Documento di consenso. 
Molti gli infermieri presenti anche nel Comitato tecnico scientifico: Cinzia Bertelli, Infermiera cure palliative Associazione Nazionale Tumori; Simonetta Di Meo, Infermiera Dirigente Servizio Infermieristico Territoriale ASST Spedali Civili; Serena Sperotto, Infermiera Cure Domiciliari ASST Brescia; Ermellina Zanetti, Infermiera Associazione APRIRE Network.
La Conferenza di consenso consiste nella stesura di raccomandazioni da parte di una giuria al termine di una presentazione e consultazione di esperti che sintetizzano le conoscenze scientifiche su un dato argomento. 
 
Dal loro esordio negli anni Sessanta nel Regno Unito, le cure palliative si sono estese in tutto il mondo
occidentale, acquistando le caratteristiche di una vera e propria disciplina specialistica.
Sviluppatesi nel contesto assistenziale della malattia oncologica avanzata, le cure palliative sono state in
seguito estese all’Aids o ad altre malattie croniche come lo scompenso cardiaco, l’insufficienza renale,
l’insufficienza epatica, le broncopneumopatie croniche ostruttive e le sindromi neurologiche degenerative. Terminale viene inteso comunemente il paziente con aspettativa di vita non superiore a sei mesi, ma l’identificazione in termini così rigidi si è dimostrata difficile da attuare, in particolare nel caso di diagnosi non correlate al cancro. Per ovviare a questa grave limitazione, il National Hospice Organization  negli Stati Uniti, ha proposto dei criteri di eleggibilità per il ricovero in hospice, basati su dati anamnestici, clinici e laboratoristici che sono stati successivamente utilizzati per l’identificazione dei pazienti terminali. Tuttavia, il tentativo di validazione clinica di tali criteri in pazienti con malattie croniche avanzate non neoplastiche, ha dimostrato la loro inattendibilità predittiva. 
Gli obiettivi della Conferenza di consenso promossa da APRIRE network sono:
1. Definire i criteri prognostici di terminalità specifici per il grande anziano.
2. Identificare gli interventi palliativi appropriati per l’assistenza e la cura, a domicilio, nelle strutture
residenziali e in hospice, del grande anziano nelle fasi terminali della vita.
3. Identificare gli interventi per il supporto alla famiglia e ai cargiver formali e informali.
4. Individuare criteri e indicatori per la valutazione della qualità dell’assistenza e della cura nelle fasi
terminali della vita del grande anziano.

Per saperne di più: https://www.aprirenetwork.it/ 

 
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