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Concorso infermieri al Fatebenefratelli Sacco di Milano: Ipasvi Mi-Lo-Mb chiede interventi correttivi

Concorso infermieri al Fatebenefratelli Sacco di Milano: Ipasvi Mi-Lo-Mb chiede interventi correttivi

12/10/2017 - Spazi inadeguati, foto dei test postate sui social, prova annullata per evidenti motivi di scorrettezza di alcuni candidati. Queste alcune condizioni che hanno caratterizzato il concorso per i 23 posti da infermiere all’Asst. L’Ipasvi sollecita interventi correttivi “a tutela dei candidati e dell’immagine della professione”

Il Collegio Ipasvi di Milano, Lodi e Monza-Brianza prende una "ferma posizione a tutela dei candidati e dell'immagine professionale", in merito alla "baraonda del concorso" per 23 posti di infermiere a tempo indeterminato nell'Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano:  "Sede non adatta.

Lo riferisce l’Ipasvi Mi-Lo-Mb, spiegando che già nella prova di preselezione del 2 ottobre erano stati segnalati evidenti problemi legati alla sede non adatta a garantire un’accoglienza per circa 2.500 persone: “Gli spazi ridotti hanno costretto i candidati a sedersi uno accanto all’altro, addirittura gomito a gomito. I tempi di espletamento della prova si sono notevolmente allungati per l’esiguo numero di fotocopiatrici messe a disposizione per la preparazione delle prove. La prova è stata annullata il giorno 9 per l’apertura anticipata e le foto postate sui social da parte di qualche candidato”.

"Chiediamo interventi operativi efficienti - si legge in una nota del Collegio infermieri - con risorse professionali numericamente adeguate del comitato di vigilanza, regole e istruzioni operative chiare da fornire a tutti i partecipanti, un coordinamento della vigilanza per ogni settore, nonché la presenza di un servizio d'ordine di guardie giurate per garantire ogni misura di sicurezza".

L'Ipasvi riferisce che "in questi giorni sono numerosi gli infermieri che da tutte le parti d'Italia si sono rivolti al nostro Ente ordinistico per avere più garanzie e rassicurazioni rispetto alle criticità organizzative emerse nella gestione del concorso. Già nella prova di preselezione del 2 ottobre - riporta - sono stati segnalati evidenti problemi legati alla sede non adatta a garantire un'accoglienza per circa 2.500 persone: gli spazi ridotti hanno costretto i candidati a sedersi uno accanto all'altro, addirittura gomito a gomito. I tempi di espletamento della prova si sono notevolmente allungati per l'esiguo numero di fotocopiatrici messe a disposizione per la preparazione delle prove. La prova è stata annullata il giorno 9 per l'apertura anticipata e le foto postate sui social da parte di qualche candidato".
"In queste ore - prosegue l'Ipasvi - ci siamo messi in contatto con la presidente della commissione che lunedì 9 ha vissuto momenti difficili, al punto da dover prendere la decisione di annullare la prova per evidenti motivi di scorrettezza registrati da parte di alcuni candidati. Abbiamo sollecitato un contatto anche con la direzione generale" dell'Asst "per superare le criticità organizzative emerse nelle prove del 2 e 9 ottobre, conseguenti alla scelta di una sede non adatta al numero dei partecipanti, che è stata invece confermata".

"Non è bastato neanche l'incidente critico dell'annullamento della prova scritta e del disagio vissuto dai partecipanti - osserva il Collegio - per orientare l'amministrazione a una scelta più coerente per l'espletamento delle prove, come già avvenuto in altre aziende sanitarie. La nostra richiesta di interventi correttivi è a tutela dei candidati, dei componenti la commissione esaminatrice e del comitato di vigilanza".


In conclusione, il presidente del Collegio Ipasvi Giovanni Muttillo, ricorda ai candidati che "durante lo svolgimento della prova scritta è vietato ai concorrenti di comunicare tra loro, verbalmente o per iscritto, e di mettersi in relazione con altri, salvo che con i membri della commissione esaminatrice o del comitato di vigilanza, per motivi attinenti alle modalità di svolgimento del concorso. Premesso che non è possibile escludere dalla prova concorsuale un candidato perché sorpreso in possesso del telefonino, laddove non vi sia la prova del suo utilizzo, vi è il divieto dell'uso dei cellulari o altri dispositivi".

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