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venerdì 3 settembre 2010 
IPASVI - Federazione Nazionale Collegi Infermieri professionali, Assistenti sanitari, Vigilatrici d'infanzia

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05/11/2009 - Riforma universitaria: salvaguardare la specificità della formazione infermieristica
Il 28 ottobre 2009 il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’Università e della ricerca, Mariastella Gelmini, un disegno di legge per la riforma del sistema universitario.

“Si tratta – dice il Governo – di un provvedimento incisivo ed organico che interviene sui nodi cruciali del sistema: l’accentuazione dell’autonomia responsabile degli Atenei; strutture di governo e di organizzazione più snelle ed incisive; meccanismi di finanziamento basati sul merito e sulle valutazioni; nuove norme sul reclutamento dei docenti e relativi diritti e doveri. In particolare vengono ridefiniti organi ed articolazione interna delle Università, previste fusioni e federazioni di Atenei anche a fini di razionalizzazione delle sedi e delle strutture, nonché la programmazione triennale del reclutamento del personale accademico. Il disegno di legge prevede una delega al Governo per l’introduzione di meccanismi premiali, per la razionalizzazione della normativa contabile, per la valorizzazione e qualificazione delle attività didattiche e della ricerca del personale. Sarà richiesta una valutazione a posteriori delle politiche di reclutamento e verrà rivista la normativa in materia di diritto allo studio. Viene prevista, tra l’altro, l’istituzione di un Fondo speciale per il merito, finalizzato ad incoraggiare eccellenza e merito dei migliori studenti tramite l’erogazione di borse di studio e la garanzia su prestiti d’onore. Al fine di rendere comprovata e meritevole la qualificazione scientifica del corpo docente, il disegno di legge prevede infine l’istituzione dell’abilitazione scientifica nazionale, che costituirà requisito essenziale per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori”.

Grande è l’auspicio che davvero i nodi critici e problematici del sistema universitario vengano affrontati e risolti ed altrettanto grande è l’attesa che trovi riscontro quanto contenuto nell’art. 7 del testo che ora proseguirà il suo iter parlamentare: “entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, il Ministro provvede con decreto di natura non regolamentare, sentito il Cun, alla revisione dei settori scientifico disciplinari, assicurando l’afferenza di almeno cinquanta professori di prima fascia in ciascun settore, fatta salva la possibilità di determinare raggruppamenti di dimensioni minori in presenza di particolari motivazioni scientifiche…” (la riforma dell’Università dovrebbe diventare legge entro marzo del 2010, secondo le assicurazioni rilasciate dallo stesso Ministro Gelmini, NdR).

Le notizie informali che sono state diffuse inducono un qualche ottimismo; sembrerebbe ci sia la volontà politica di mantenere il nostro unico settore scientifico disciplinare e di salvaguardare la specificità e la peculiarità della nostra formazione. Continueremo ad impegnarci perché si concretizzi tale volontà e se sarà così, forte sarà il nostro impegno – insieme a quello dei nostri professori e ricercatori – per aderire completamente ed in tempi adeguati ai criteri previsti nella legge.

Ma se avessimo notizia che possa non essere così, con altrettanta forza renderemo pubblico il nostro dissenso e chiederemo a piena, corale e pubblica voce che anche gli infermieri italiani – come tutti gli infermieri dei Paesi sviluppati (e non solo) – vedano riconosciuta e salvaguardata la loro peculiare specificità disciplinare nella formazione universitaria di primo e di secondo livello perché altrettanto specifico e peculiare sia il loro esercizio professionale.
Annalisa Silvestro, L'infermiere n. 4/2009


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